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Vertice NATO: schieramento Patriot ai confini con la Siria e armi chimiche

By   /   4 Dicembre 2012  /   Commenti disabilitati su Vertice NATO: schieramento Patriot ai confini con la Siria e armi chimiche

Questi sono i due principali temi che Ministeri degli Esteri NATO stanno affrontando nella due giorni di Bruxelles.

La NATO si schiera a fianco della Turchia manifestando piena solidarietà e mostrando piena determinazione a difendere i suoi Alleati da possibili minacce ai loro confini, questo è stato, in sintesi, il messaggio che il Segretario Generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, ha voluto inviare nel suo discorso di apertura dei lavori.

La Turchia ha chiesto all’Alleanza supporto e noi manifestiamo piena solidarietà alla Turchia. Mi aspetto che gli Alleati prendano una decisione oggi. Sono certo che dimostreremo la nostra determinazione per scoraggiare qualsiasi minaccia e difendere il nostro Alleato. Perché questo è ciò per cui esiste la nostra Alleanza”.

Ankara, preoccupata dall’evolversi della situazione interna della Siria, aveva chiesto lo scorso 21 novembre di aumentare la propria capacità di difesa aerea attraverso lo spiegamento di missili controaerei “Patriot”. 3 siti sono stati già individuati lungo il confine con la Siria come possibili aree di schieramento di missili Patriot PAC-3 che verrebbero forniti da Stati Uniti, Germania e Olanda, e sarebbero operativi entro una settimana, secondo quanto affermato dallo stesso  Rasmussen. Il Segretario Generale ha comunque sottolineato che qualunque spiegamento di forze avrà scopi esclusivamente difensivi e la NATO non attuerà alcuna No-Fly zone o operazione offensiva.

Il Ministro degli Esteri Russo, Sergey Lavrov, ha già fatto sapere di essere contrario al piano ed ha avvisato Ankara a non aumentare la sua presenza militare ai confini con la Siria. Anche il Presidente Vladimir Putin, durante la sua visita in Turchia, si è espresso poco favorevole allo spiegamento dei missili Patriot in quanto  “non sono il giusto esempio e potrebbe deteriorare la situazione”. Anche l’Iran ha fatto sentire la sua voce e ha definito lo schieramento di missili Patriot una minaccia alla Siria e il primo atto per implementare la No-Fly zone.

L’altro argomento prioritario introdotto da Rasmussen è stato quello delle armi chimiche Siriane (sarin, iprite e cianuro), definendole “una questione di grande preoccupazione”. “Sappiamo che la Siria possiede missili, sappiamo che ha armi chimiche e, quindi, dobbiamo tenerne conto nei nostri ragionamenti. Questo è il motivo per cui assicurare una difesa efficace ed una protezione alla nostra Alleata Turchia è una questione urgente”, ha detto Rasmussen.

Il possibile uso di armi chimiche sarebbe completamente inaccettabile per la comunità internazionale. Mi aspetterei che la comunità internazionale insorgesse e prendesse azioni immediate nei confronti di chiunque facesse ricorso alle armi chimiche”.

Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ieri aveva avvertito il Presidente Siriano Bashar al-Assad delle conseguenze che l’uso delle armi chimiche comporterebbe nel Paese in guerra ormai da 21 mesi. “L’uso di armi chimiche è e sarà totalmente inaccettabili e se Lei fa il tragico errore di usare queste armi ci saranno conseguenze e Lei sarà ritenuto responsabile”.

In merito, il Ministro degli Esteri Siriano ha precisato che, “anche se esistessero”, la Siria non farebbe uso di armi chimiche contro il proprio popolo, in qualunque circostanza.

di Vito Di Ventura

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