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A Ferrara in mostra le opere terremotate

By   /   3 Dicembre 2012  /   Commenti disabilitati su A Ferrara in mostra le opere terremotate

Ferrara ha dato i natali ad importanti artisti dell’Ottocento e del Novecento, le cui opere fino a poco tempo fa erano conservate nelle raccolte d’arte moderna e contemporanea di Palazzo Massari.

A seguito degli eventi sismici del maggio scorso che hanno colpito l’Emilia Romagna e della sopraggiunta inagibilità di Palazzo Massari è stato deciso di allestire a Palazzo Diamanti la mostra “Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte a Ferrara”.

Oltre a rappresentare la soluzione di un contrattempo logistico, l’evento è stato voluto proprio per lanciare un segnale del forte desiderio di “ripresa” della popolazione, sensibilizzando in particolare le scuole, nella convinzione che la “ricostruzione” debba partire proprio dall’educazione dei più giovani.

L’evento sarà fruibile fino al 12 gennaio, anche se non è escluso il lancio successivo di un tour itinerante per sensibilizzare la nazione intera relativamente alla necessità di salvaguardare i beni artistici danneggiati dal terremoto.

In mostra un’ottantina di dipinti, sculture e altre opere d’arte che narrano oltre centocinquant’anni di produzione artistica locale e non solo, a partire dai capolavori della civiltà figurativa ferrarese della prima metà dell’Ottocento.

Tra gli artisti, presenti importanti testimonianze di Boldini, Previati, Mentessi, Minerbi, Melli, Funi e De Pisis, oltre ad opere di altri maestri italiani come Boccioni, Gemito, Carrà e Sironi, sempre provenienti dalle raccolte di Palazzo Massari.

È evidente che l’esposizione, che abbraccia un periodo ampio a cavallo tra Ottocento e Novecento, privilegi tre autori su tutti: Boldini, Previati e De Pisis. In particolare del primo, figura di spicco della pittura italiana e della Parigi degli impressionisti, sono presenti capolavori che ce lo ricordano grande ritrattista e protagonista indiscusso della Belle Époque.

Di Giovanni Boldini possiamo ammirare opere come “Ritratto del piccolo Subercaseaux”, “Fuoco d’artificio”, “Passeggiata al Bois de Boulogne”, per finire con “La signora in rosa”, olio su tela del 1916. Un altro ferrarese, Gaetano Previati, esponente del divisionismo, fu pittore e teorico. Le sue opere riflettono la propria vocazione mistica, come evidente in “Assunzione”.

Di Filippo De Pisis, noto per la capacità di trasferire in pittura immagini interiori prodotte da momenti di intensa emozione, è imperdibile la visione della “Natura morta col martin pescatore”, eseguita a Ferrara nel 1925, oltre ai lavori della maturità come “La rosa nella bottiglia” e “Natura morta con calamaio”.

Ma non sono da sottovalutare neanche i pezzi pregiati di altri artisti ferraresi presenti nella rassegna curata da Maria Luisa Pacelli (direttrice delle Gallerie Civiche), Barbara Guidi e Chiara Vorrasi, come ad esempio le opere con cui si apre la mostra, firmate da Baruffaldi, Pagliarini, Domenichini, Lodi e Turchi, oppure il “Ritratto di sorella”, lavoro di Achille Funi del 1921.

Oltre all’importante segnale di vitalità post terremoto, sotto il mero profilo artistico, l’esposizione di Palazzo Diamanti è da apprezzare per il percorso artistico di alto livello, destinato ad avvicinare gli amanti dell’arte ai maestri ferraresi.

di Aurora Portesio

Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte a Ferrara
a cura di Maria Luisa Pacelli, Barbara Guidi e Chiara Vorrasi
dal 13 ottobre 2012 al 13 gennaio 2013
Palazzo Diamanti, Corso Ercole I d’Este 21, Ferrara
orari: tutti i giorni ore 9-19

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