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Noi non siamo come James Bond

By   /   29 Novembre 2012  /   Commenti disabilitati su Noi non siamo come James Bond

Davanti agli occhi un referto medico contenente una sentenza: tumore. Così in pochi attimi l’esistenza di ciascuno di loro si modifica, il mondo intorno assume colori apparentemente più cupi, le ore del giorno si scandiscono con un ticchettio diverso: più lento, quasi a voler assaporarne anche i singoli minuti. E così che da questa esperienza nasce “Noi non siamo come James Bond”, film documentario di Mario Balsamo e Guido Gabrielli.

Un bizzarro on the road in cui Mario, che ne è anche il regista, racconta in prima persona la storia di una forte e contraddittoria amicizia (la sua con Guido: due gemelli diversi), grazie alla quale riescono a superare il trauma dei due gravi tumori (che hanno colpito Guido e poi Mario stesso), scherzandoci.

Un viaggio che prende le mosse da un antico progetto: girare un film in gara con James Bond, “Nostra passione giovanile. Tra le riflessioni profonde sul senso della vita, riusciamo a trasformare la malattia in orizzonte positivo, a partire dal mito di un tempo: ma se l’agente 007 è terribilmente a suo agio in ogni situazione, noi siamo invece fuori posto, sempre e dovunque. Mentre lui è immortale, noi siamo mortalissimi”. Queste le parole con cui Mario Balsamo (autore e regista di Latina e in questo caso anche attore) ci racconta al telefono di questa sua nuova ed emozionante avventura cinematografica alla vigilia della prima a Torino. E lui, senza ombra di dubbio emozionato, racconta di quando ha disperatamente cercato la Bond girl, di quando Sean Connery al telefono…si ferma di colpo.

Ma cosa gli avrà detto Sir Sean Connery al telefono? Un film che è stato selezionato per la competizione maggiore, il Concorso internazionale dei lungometraggi del 30° Torino Film Festival. E’ questo davvero un riconoscimento importante perché è molto raro che un film documentario riesca a entrare in una sezione internazionale insieme a film di finzione. Il punto di forza del lungometraggio sta nel suo parlare di malattie gravi, due tumori, raccontati dai due protagonisti in prima persona con un cipiglio propositivo, mostrando come si può reagire a gravi “incidenti di percorso”, e lo si può fare proprio grazie al valore dell’amicizia e a un aiuto insperato: quello dell’agente 007, l’immortale James Bond!

Oltre alla regia del documentarista latinense Mario Balsamo, il film ha un cast artistico d’eccezione: la prima Bond girl italiana, Daniela Bianchi, il montaggio di Benni Atria (nastro d’argento per il montaggio di “Diaz” e Tommaso Orbi, il musicista Teho Teardo (colonne sonore per Paolo Sorrentino e Daniele Vicari).

di Alga Madia

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