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La Gran Bretagna riconoscerà la Palestina

By   /   28 Novembre 2012  /   1 Comment

Secondo la BBC, il Ministro degli Esteri Britannico, William Hague, chiederà al Parlamento se la Gran Bretagna sosterrà la bozza di risoluzione, che sarà votata domani, in cui si riconosce la Palestina come stato non membro accreditato presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Il Ministro ha, inoltre, sottolineato che la Gran Bretagna garantirà il suo sostegno a patto cheil leader Mahamoud Abbas accetti di riprendere senza condizioni i colloqui con Israele”.

La Palestina attualmente è “osservatore permanente” e sta cercando di arrivare al passaggio successivo di “Non-Member Observer State”, in modo da ottenere gli stessi diritti, ad esempio, del Vaticano.

Attualmente, secondo un sondaggio dell’Agenzia Inner City Press, ci sarebbero almeno 15 Nazioni favorevoli e che voterebbero per il “SI”, tra cui Francia, Portogallo e Spagna. L’Italia e l’Olanda probabilmente si asterranno, mentre Germania e Svezia dovrebbero votare per il “NO” insieme ad Israele, Austria, Canada e Stati Uniti.

Secondo Riyad Mansour, il rappresentante Palestinese presso le Nazioni Unite, “la maggioranza delle Nazioni voterà a favore poiché c’è un consenso unanime sulla soluzione di avere 2 Stati”.

D’altro canto, il portavoce del Dipartimento di Stato Americano, Victoria Nuland, ha rilasciato una dichiarazione in cui dice che “abbiamo detto chiaramente che questo passaggio non significa che il popolo Palestinese sia più vicino ad essere riconosciuto Stato, se lo pensassimo sarebbe un errore, a cui noi ci opponiamo e ci opporremo. Il segretario è stato molto chiaro non solo direttamente con il  Presidente Abbas e i Palestinesi, ma anche con tutti i partner delle Nazioni Unite”.

Il giornale “The Guardian”, invece, citando un’autorevole fonte Palestinese riporta che l’Europa e gli Stati Uniti sono stati avvisati: “il mancato supporto alla proposta Palestinese di appartenenza alle Nazioni Unite rafforzerà in Hamas, dopo i recenti combattimenti di Gaza, la convinzione che la violenza piuttosto che la diplomazia sia il modo migliore per ottenere concessioni da Israele”.

di Vito Di Ventura

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1 Comment

  1. Jf1 ha detto:

    La frase finale è emblematica: loro non chiedono, pretendono, e francamente mi chiedo se non sia un boomerang questa proposta, come lo furono le olimpiadi alla Cina.

    Forse sarebbe più opportuno pretendere PRIMA un inizio delle trattative e POI un esito effettivo, per quanto persisto a sostenere che più che violenza e promesse ci vorrebbe un po’ di sano psyops.

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