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Guerra o Pace?

By   /   19 Novembre 2012  /   Commenti disabilitati su Guerra o Pace?

La domanda è questa: la guerra iniziata tra Israele e Hamas continuerà e si propagherà anche via terra o le parti si accorderanno per una Pace?

Da quando il conflitto tra Israele e Hamas è iniziato, i militanti hanno lanciato oltre 850 razzi su Israele, di cui, a detta delle Forze Armate Israeliane, 302 sono stati intercettati dal sistema Controaerei “Iron Dome”.

Dal canto suo, Israele ha risposto dando vita all‘operazione “Pillar of Defence”, attraverso ripetuti bombardamenti aerei e navali sulla Striscia di Gaza che hanno provocato decine di morti, tra cui Ahmed Jaabari, il capo militare di Hamas, colpendo oltre 1.100 bersagli e lanciando oltre 800 missili. Nei bombardamenti di ieri almeno 29 persone sono morte, tra cui un’intera famiglia, Dalou, di 9 membri, di cui 5 bambini.

Intanto si intensificano i contatti per un cessate il fuoco. Particolarmente attiva è la mediazione che l’Egitto sta portando avanti, ma anche altri Paesi come la Turchia ed il Qatar stanno in qualche modo esercitando pressioni, affinché si arrivi ad un accordo che ponga fine al massacro e sopratutto eviti che Israele conduca un attacco terrestre.  Il Presidente degli Stati Uniti, se da una parte ha ribadito che Israele ha diritto a difendersi, dall’altra ha auspicato che non conduca un attacco terrestre e che avvii azioni diplomatiche per un cessate il fuoco. Il cessate il fuoco, tuttavia, non significa Pace, ma solo uno spostare in avanti il conflitto vero e proprio, cioè lo scontro terrestre.

La voglia di una tregua è comunque forte da entrambe le parti in lotta, anche se, al momento, è difficile trovare una posizione che accontenti entrambi i contendenti.

Il lancio di missili Fajr-5, quelli lanciati su Tel Aviv e Gerusalemme, ha modificato gli equilibri a favore di Hamas, che da un punto di vista strategico è ora in grado di tenere sotto costante minaccia Israele, potendola colpire dritto al cuore della sua capitale. Il sistema Fajr-5, sviluppato dall’Iran negli anni ’90, è montato su una piattaforma mobile ed ha un raggio d’azione di circa 75-80 Km.  Hamas vorrebbe quindi evitare un attacco terrestre perché questo darebbe a Israele l’opportunità di catturare e distruggere gran parte del suo arsenale che gli consente di  avere una posizione strategica importante, non solo nei confronti di Israele, ma anche dell‘Autorità Nazionale Palestinese, diminuendone il peso specifico, non essendo più unico interlocutore.

D’altra parte Israele sa che il costo di un attacco terrestre sarebbe altissimo, ma allo stesso tempo vuole eliminare la minaccia dei missili Fajr-5 che la terrebbero sotto costante pressione. Situazione inaccettabile. Pertanto, su questa base sarà difficile che un accordo possa essere raggiunto, a meno che l’Egitto non si faccia garante ovvero che Hamas consegni a loro le chiavi dei suoi depositi.

In tutto questo scenario, quello che è più assordante è il silenzio della Comunità Internazionale che, a parte le solite dichiarazioni, sta alla finestra a guardare. Probabilmente perché tutti vedono che la questione non è solo ideologica ma strategica. Anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, ha detto che volerà a Gaza in settimana, ma non crede di essere in grado trovare un punto di comune accordo tra le parti.  Dunque sarà Guerra o sarà Pace?

di Vito Di Ventura

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