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Il 18° Congresso del Partito Comunista Cinese

By   /   14 Novembre 2012  /   Commenti disabilitati su Il 18° Congresso del Partito Comunista Cinese

Si è concluso oggi il Congresso del Partito Comunista Cinese. I 2.270 delegati, riuniti nella nella Grande Sala del Popolo in Pechino, hanno scelto i 350 membri del Comitato Centrale che a loro volta hanno nominato i 25 membri del Politbuto e domani alle 11:00 locali saranno resi noti i nomi dei 10 membri che formeranno il Comitato Permanente del Politburo.

In pratica, si è rinnovata la leadership che guiderà il Paese per i prossimi 10 anni. La nuova dirigenza sarà formata da molte facce nuove e da giovani poiché molti degli attuali membri hanno oltrepassato l’età pensionabile.

Il Congresso del Partito si è aperto lo scorso 8 novembre con il discorso del Presidente Hu Jintao ripreso in televisione, ma successivamente i lavori sono continuati a porte chiuse. Secondo gli analisti c’è stata una divisione al vertice della leadership sulla conduzione del Congresso, con due fazioni rivali in lotta per accaparrarsi posizioni e aree di influenza.

Anche se le votazioni sono formalmente segrete, in realtà le decisioni sono già state prese e i nomi dei prescelti decisi. Si sa che Xi Jinping e Li Keqiang saranno nominati, già da domani, rispettivamente Segretario Generale e Vice del Partito Comunista, entrambi faranno parte del Comitato Centrale e molto probabilmente anche del Comitato Permanente. Xi Jinping, inoltre, succederà a Hu Jintao come Presidente della Repubblica Popolare Cinese, a marzo 2013.

Per un posto nel Comitato Permanente, che potrebbe essere ridotto da 9 a 7 membri, concorrono tra gli altri Wang Qishan, Vice Premier, Liu Yunshan, capo della propaganda, Li Yuanchao, capo dell’organizzazione del partito, Zhang Gaoli, capo del partito di Tianjim, e Zhang Dejiang, Vice Premier. Di norma del Politburo fanno parte figure politiche eminenti, membri del governo e militari. Il Comitato si riunisce ogni anno per prendere le principali decisioni di politica e per rinnovare le cariche nei posti di maggior prestigio e responsabilità.

Di recente la scena politica Cinese è stata dominata soprattutto dallo scandalo che ha coinvolto il potente Bo Xilai, capo del partito di Chongqing, ma, in realtà, in tutto il Paese sono scoppiati altri casi di corruzione che hanno dato origine a numerose manifestazioni di protesta sia contro l’accaparramento dei terreni che sui problemi ambientali.

Proprio su questo argomento, la corruzione, si è soffermato nel suo discorso il Presidente Hu Jintao che, ripetendo un monito lanciato 10 anni fa, ha detto che il partito deve combattere la corruzione pena riceverne danni anche irreversibili: “Se falliamo nel combattere questa piaga si potrebbero avere riflessi che potrebbero portare al crollo del partito e dello Stato”.

Il prossimo Presidente Xi Jinping è nato a Pechino il 1 giugno 1953. E’ figlio di un veterano rivoluzionario ed ex premier, Xi Zhongxun, uno dei padri fondatori del Partito Comunista che però fu epurato nel 1962, prima della Rivoluzione Culturale del 1966/67. Si è laureato in ingegneria chimica alla Tsinghua University di Pechino, da dove sono usciti molti degli attuali leader del partito, compreso l’attuale Presidente Hu Jintao.
Xi è entrato nel partito nel 1974, come segretario della provincia di Hebei. Dopo essere stato vice sindaco della città costiera di Xiamen (1985-88), ha ricoperto vari ruoli nella provincia di  Fujian (1988-2002), compreso il governatorato. E’ diventato segretario del partito della provincia di  Zhejiang (2002-07) e quando il capo del partito di Shanghai, Chen Liangyu, fu espulso, ne prese il posto (2007). Subito dopo fu promosso a fare parte del Comitato Permanente, diventandone il vice presidente, nel 2008.

Xi ama il basket ed è sposato con una donna altrettanto nota. Peng Liyuan, 49 anni, la prima dama di corte, è una cantante folk dell’Esercito Popolare della Liberazione. Sua figlia, Xi Mingze, studia negli Stati Uniti alla Harvard University.
E’ un ottimo oratore, è favorevole alla liberalizzazione economica, sostiene le industrie statali e ha legami con i militari. Nonostante alcuni suoi discorsi nazionalistici è molto favorevole all’Occidente.

di Vito Di Ventura

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