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Turchia, continua sciopero della fame dei detenuti curdi

By   /   9 Novembre 2012  /   Commenti disabilitati su Turchia, continua sciopero della fame dei detenuti curdi

La questione curda torna ad essere un’emergenza per Ankara. Dal 12 settembre circa 700 prigionieri nelle carceri della Turchia portano avanti uno sciopero della fame chiedono la fine dell’isolamento del fondatore del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), Abdullah Ocalan, che sta scontando un ergastolo dal 1999 e il diritto di potersi difendere in curdo nel tribunali turchi.

Secondo il quotidiano turco Milliyet la situazione di decine di detenuti in sciopero della fame da quasi due mesi si sta “facendo ”critica”. Stando ad altri quotidiani alcuni detenuti potrebbero iniziare a morire nelle prossime settimane.

Il commissario Ue all’allargamento, Stefan Fule, ha detto di seguire “da vicino” la situazione dei 700 detenuti curdi in sciopero della fame in oltre 50 carceri della Turchia. “Le notizie sul deterioramento delle condizioni di salute dei detenuti sono motivo di grande preoccupazione per me” scrive lo stesso commissario europeo rispondendo ad una lettera inviatagli dalla parlamentare turca Leyla Zana.

Mi aspetto inoltre – aggiunge Fule – che le autorità prevengano, in linea con gli standard dei diritti umani internazionali, un ulteriore deterioramento della salute dei detenuti e ho sollevato la questione nella riunione con il ministro degli esteri, Ahmet Davutoglu” del 7 novembre scorso a Bruxelles.

Sottolineando l’importanza di una risoluzione adeguata della questione curda, il commissario Ue ”accoglie con favore” l’annuncio del governo di Ankara di voler modificare il codice di procedura penale per consentire l’uso della lingua materna, inclusa quella curda, nei tribunali. “Spero – afferma Fule – in una rapida adozione di questo emendamento e nella sua attuazione”.

Per ora lo sciopero della fame dei detenuti curdi continua. La protesta, alla quale hanno aderito in tantissimi anche al di fuori dal carcere (tra questi musicisti, politici, persone qualsiasi) vuole portare l’attenzione sulle discriminazioni attuate a danno del popolo curdo e sull’emarginazione forzata del leader politico Ocalan, oltre che contro l’impedimento dettato dalle autorità turche di utilizzare la lingua madre.

Numerosi sit-in e manifestazioni sono state organizzate per fare pressione sull’ agenda politica del Primo Ministro turco Erdogan e attirare l’attenzione della comunità internazionale.

di Elisa Cassinelli

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