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La riunione del Massimino

By   /   29 Ottobre 2012  /   Commenti disabilitati su La riunione del Massimino

Ci risiamo. Un episodio “dubbio”, un fischio sbagliato e scoppia il caos. Ma questa volta è diverso dalle altre. Questa volta il film ha una durata quantomeno insolita: 44 secondi per prendere una decisione che di solito viene presa in pochissimi istanti. Perchè?

Quello che è successo ieri al Massimino ha però dell’incredibile. Non è un “incredibile al Cibali”, ma qualcosa che non si era mai visto. Il guardalinee assegna il gol al Catania, ma 44 secondi dopo cambia idea. Perchè? Come è possibile che abbia deciso di correggere così una sua decisione. Lui è abituato a decidere in pochissimi istanti. Sù o giù la bandierina, in maniera quasi automatica, senza permettere a condizionamenti di nessun tipo di impossessarsi della sua mente. Invece ieri è successo qualcosa di diverso. Gol valido. Proteste. Riunione di gruppo. Gol annullato.

I “fischietti” sbagliano, da sempre. Come anche gli attaccanti, talvolta, falliscono facili occasioni da rete. Oppure gli allenatori; sì sbagliano anche loro, nello scegliere la formazione, nel preparare la gara durante la settimana, nel fare un cambio nel corso dei 90 minuti. Succede. È umano. Per non parlare poi di dirigenti e presidenti, vertice di una piramide costruita da uomini, quindi fallibile.

È unano che un guardalinee non veda un fuorigioco di pochi centimetri, o che un arbitro non rilevi un contatto, o non reputi volontario un tocco di mano. A volte queste scelte possono cambiare il risultato di una partita, in certi (pochissimi) casi anche di un intero campionato, ma si deve accettare. Altrimenti meglio smetterla di prendersi in giro e dedicare tempo e risorse ad altre attività.

È però insolito quello che è avvenuto al Massimino. Troppo lunga quell’attesa, in uno sport che ripudia la “moviola in campo”. Come può un signore lontano 50 metri dall’azione far cambiare la decisione presa? Non ha senso e, immancabilmente, apre la strada a sospetti e “ipotesi di complotti”, in un momento in cui servirebbe la massima trasparenza possibile.

di Luca Paradiso

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