Loading...
You are here:  Home  >  Esteri  >  Current Article

Scontro etnico in Myanmar, almeno 112 morti

By   /   27 Ottobre 2012  /   Commenti disabilitati su Scontro etnico in Myanmar, almeno 112 morti

Il violento scontro tra Buddisti e Musulmani, nello stato di Rakhine, ad ovest del Paese, ha lasciato sul terreno almeno 112 morti. Negli scontri sono rimasti distrutte dalle fiamme circa 800 abitazioni alla periferia di Kyaukpyu, tra palazzi e case su barche o chiatte.

Migliaia di persone si sono rifugiate nei campi profughi predisposti dall’ONU già stracolmi dopo le esplosioni di violenza che lo scorso giugno costrinsero molti i Musulmani Rohingya ad abbandonare le loro case.

Sono infatti centinai di migliaia i Musulmani Rohingya già accalcati in squallidi campi alla periferia di Sittwe, la capitale dello stato di Rakhine, e gli ultimi scontri hanno provocato un ulteriore esodo di 3.200 profughi, mentre altri 2.500 sono in movimento.

Finora sono morti 51 uomini e 61 donne” ha detto Win Myaing, portavoce dello stato di Rakhine.

Il Presidente Thein Sein sta cercando di varare le riforme, per dare un segno di discontinuità con la precedente giunta militare, e offrire un’immagine più democratica del Paese. Riforme che hanno portato al rilascio di centinaia di prigionieri politici e consentito alla leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi di sedere in Parlamento.

Il governo sta cercando di far convivere le differenti religioni, ma le varie etnie si contendono il territorio. Nel Myanmar, ex Burma, vivono circa 800 mila Rohingya che sono considerati immigranti clandestini dal vicino Bangladesh. I Burmnesi li chiamano “Bengalis” perché parlano un dialetto, il Bengali, simile alla lingua del Bangladesh. I Rohingya sono un popolo senza terra considerati dalle Nazioni Unite come la minoranza più perseguitata del pianeta.

Le Nazioni Unite hanno condannato le violenze, così come il Dipartimento di Stato Americano, attraverso la portavoce, Victoria Nuland, e la Comunità Europea, tramite il Ministro degli Esteri, Catherine Ashton, hanno chiesto che le due parti cessino immediatamente gli scontri.

Nelle aeree interessate alle violenze, il governo ha elevato lo stato di sicurezza estendendolo anche alle principali aree turistiche di Mrauk U and Kyaukpyu, dove peraltro c’è il più importante gasdotto che trasporta il gas dal Myanmar alla Cina.

Anche il vicino Bangladesh ha aumentato i controlli e i pattugliamenti alla frontiera, specialmente  lungo il fiume che separa i due Stati, dove, secondo alcune testimonianze, centinaia di persone stanno attraversando il confine per sfuggire agli scontri.

Le violenze hanno indotto molte organizzazioni Islamiche a cancellare le celebrazioni per la festa del “sacrificio”, Eid al-Adha.

di Vito Di Ventura

    Print       Email

You might also like...

In Nuova Zelanda è polemica sulla libertà di parola

Read More →