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Tarzan Gli anni di Joe Kubert

By   /   25 Ottobre 2012  /   Commenti disabilitati su Tarzan Gli anni di Joe Kubert

Qualche mese fa uno dei maestri indiscussi del fumetto mondiale, Joe Kubert, è scomparso lasciando un vuoto incolmabile nel mondo dei fumetti. Oltre ad essere stato uno dei talenti più grandi tra i disegnatori di comics USA è stato anche l’autore di toccanti graphic novel come “Fax from Sarajevo”, in cui ci vengono mostrate le barbarie della guerra nei Balcani attraverso il racconto di Ervin Rustemagic, e dello storico “Texone” intitolato “Il cavaliere solitario” che usci qualche anno fa per la Bonelli su testi di Claudio Nizzi.

Poche settimane dopo la morte di Joe in Italia è uscito un volume dedicato ad un personaggio storico della letteratura scritto ed illustrato da Joe Kubert: stiamo parlando di Tarzan!

Il personaggio di Tarzan nasce dalla penna di Edgard Rice Burroughs nel 1912 e viene pubblicato sulla rivista All-Story, successivamente, nel 1914, viene raccolto e pubblicato in un libro edito dalla casa editrice A.C. McClurg & Co. Tarzan entra da subito nell’immaginario collettivo e diventa il protagonista di molti film di avventura e, ovviamente, di fumetti con lui protagonista.

Nei primi anni ’70, Carmine Infantino, all’epoca editor della Dc comics, chiese a Joe Kubert se voleva realizzare delle storie di Tarzan. All’epoca Kubert si era già cimentato con personaggi del calibro di Hawkman e del grandissimo Srg. Rock personaggio a cui resterà legato indissolubilmente. Joe, essendo cresciuto leggendo le avventure del “Re delle scimmie”, accettò di buon grado iniziando così una lunga sequenza di storie che vedono protagonista Tarzan;  queste sono tutte presenti nei tre volumi editi dalla Magic Press.

In questo primo volume della raccolta del Tarzan di Joe Kubert sono pubblicati i numeri, dal 207 al 214, del fumetto Tarzan edito originariamente nel 1972; ovviamente questa raccolta si basa sulla ristampa in volume della casa editrice americana Dark Horse e quindi interamente ricolorata in digitale. Le prime storie del volume ci narrano, come nel romanzo originale, Tarzan delle scimmie, le origini del personaggio. Figlio di due nobili inglesi, abbandonati, in seguito ad un ammutinamento, su di un’isola sperduta, Lord Greystoke e Lady Alice cercano di far crescere il loro piccolo in una capanna circondata da innumerevoli pericoli. Dopo la morte dei suoi genitori il piccolo verrà allevato da una scimmia di nome Kala che lo farà diventare quello che tutti noi conosciamo: Tarzan, L’uomo scimmia.

Molto interessante notare l’aspetto critico che Burroughs mette nelle origini di Tarzan e che Kubert riprende in pieno. Ovvero il dualismo tra società animale e società umana. Tarzan in effetti non fa parte di nessuna delle due realtà, non può dirsi una scimmia ma non può neppure considerarsi un umano in quanto la realtà civilizzata ai suoi occhi è peggiore  della giungla.

In Tarzan si può leggere un richiamo, neppure troppo velato, al mito del buon selvaggio, tanto caro a Locke, Voltaire e Montesquieu. In particolare Tarzan si deve scontrare con una realtà corrotta al suo arrivo in America. Dopo aver fatto un interminabile viaggio per ricongiungersi con l’amata Jane scopre che lei sta per sposare un altro uomo che si è  impadronito della sua eredità e si fregia del nome dei Greystoke! Amareggiato Tarzan torna nella giungla e sconsolato e deluso dalla cosiddetta civiltà afferma: ”Chi può dire dove si trovi la vera civiltà? In questa giungla…o altrove? Dove gli uomini si uccidono l’un l’altro per avidità e degradazione!”

Dal punto di vista grafico Joe Kubert ci mostra una giungla viva, piena di insidie e pericoli, una giungla dove si percepisce che un uomo, anche se ben armato, non può competere con la forza della natura. In questo scenario selvaggio si staglia Tarzan, rappresentato con una fisicità slanciata ma dalla forza prodigiosa, elegante e con il piglio del capobranco. Le belve che nei vari numeri sfida sono sempre immense e feroci, ma alla fine lui la spunta sempre dimostrando che l’uomo è l’animale più feroce della giungla.

Quello che colpisce di più del Tarzan di Kubert, oltre ai disegni, è la modernità della narrazione. Leggendole adesso, queste storie che sono uscite nel 1972, sono ancora intriganti ed appassionanti, segno che il lavoro fatto da Kubert sui testi è stato eccezionale. Capita spesso infatti di leggere fumetti (o libri) usciti da molto tempo che sembrano “obsoleti” come narrazione o come storytelling. In questo caso leggendo il Tarzan di Kubert, non sapendo che è stato realizzato nel 1972, potrebbe quasi esser scambiato per un’opera dei giorni nostri.

Dal punto di vista editoriale il volume della casa editrice Magic Press è ottimo. Rilegatura robusta, carta patinata che mette in risalto la colorazione digitale e soprattutto una cura particolare nei dettegli come le alette laterali sulla copertina. Il sogno di molti lettori sarebbe stato di aver un volume così pregiato in edizione cartonata, ma questo avrebbe influito notevolmente sul prezzo e quindi, per rendere questo capolavoro del fumetto il più accessibile possibile, si è scelta la soluzione di un’edizione brossurata. Se vogliamo trovare un difetto al volume sicuramente potremo dire che il prezzo di 20 euro è leggermente eccessivo, c’è da dire che stiamo parlando di un volume per veri appassionati di fumetti che purtroppo non sono tanti.

Concludendo un prodotto editoriale appassionante dedicato a chi non conosce Kubert e a chi lo vuole rileggere per l’ennesima volta. Un pezzo di storia del fumetto che per troppo tempo è rimasto inedito ma che finalmente, grazie all’impegno della Magic press, torna disponibile in Italia. Inoltre per i palati più esigenti sono presenti anche i bozzetti preparatori di alcune pagine dove ci viene mostrato il processo creativo che è alla base delle storie di Joe Kubert.

Consigliato a tutti!

Tarzan gli anni di Joe Kubert. Edizioni Magic press. Brossurato. 208 pag. a colori euro 20,00.

Di Ruffino Renato Umberto

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