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Negoziati tra il governo Colombiano e il FARC

By   /   19 Ottobre 2012  /   Commenti disabilitati su Negoziati tra il governo Colombiano e il FARC

Ieri, sono iniziati i colloqui tra i rappresentanti del governo Colombiano e i ribelli del FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia)  per cercare di raggiungere un accordo di pace e cessare lo stato rivoluzionario che dura da circa 50 anni e che ha provocato oltre 600.000 vittime, oltre a milioni di sfollati.

I colloqui sono avvenuti in un albergo di Hurdal, a 60 km a nord di Oslo, alla presenza degli intermediari di Norvegia e Cuba, i due Paesi che fungono da garanti del processo.

Al termine della prima giornata, entrambe le parti hanno convenuto sulla necessità di un cambiamento sociale e di rivedersi il prossimo mese a L’Avana, Cuba.

Il Capo delegazione delle Farc, Ivan Marquez, ha dichiarato di essere arrivato “stringendo (metaforicamente) un ramo d’ulivo nelle mani” e che la pace non significa che “le armi debbono tacere“, ma piuttosto la trasformazione delle strutture economiche, finanziarie e militari dello Stato”.

Concetto in qualche modo ribadito anche dal Presidente Colombiano, Juan Manuel Santos, che ha respinto le richieste dei ribelli di un cessate il fuoco, dicendo che le operazioni militari continueranno fino a quando un accordo finale è stato raggiunto.

Il capo negoziatore governativo, Humberto de la Calle, ha detto ai giornalisti che i colloqui sono stati “un momento storico molto importante” e costituiscono la continuazione di un processo iniziato a febbraio, con i negoziati esplorativi. “Il prossimo passo sarà la firma di un accordo, reso pubblico, per porre fine al conflitto armato“.

Durante i colloqui sono stati affrontati 5 punti chiave: la fine di un conflitto armato, la riforma fondiaria, la garanzia di esercitare l’opposizione politica, il traffico di droga e i diritti delle vittime del conflitto.

Nella dichiarazione congiunta finale è stato precisato che lo sviluppo rurale sarebbe stato il primo problema all’ordine del giorno nel prossimo incontro, il 15 novembre a L’Avana. La riforma agraria è stata una delle ragioni principali per la rivolta che ha portato all’istituzione delle FARC nei primi anni 1960.

Al riguardo, Marquez, vice capo delle Farc – il capo Alfonso Cano è stato ucciso dalle forze governative nel novembre 2011-, ha rimarcato che gran parte dei terreni della Colombia sono stati “rubati dal terrorismo di Stato” che ha reso povero il 70% dei Colombiani, di cui 12 milioni in estrema povertà.

Il Farc, che attualmente conta circa 8.000 combattenti, voleva originariamente rovesciare il governo e instaurare un regime marxista, ma negli ultimi anni è stato sempre più coinvolto nel traffico di droga, fonte primaria per racimolare fondi per la sua campagna.

Al termine di questa prima tornata di colloqui non è successo nulla d’importante e le due parti sono rimaste sulle loro posizioni. La speranza comunque e che non si ripeta il  precedente tentativo del 2002, che è stato portato avanti a singhiozzi e terminato con un nulla di fatto 3 anni dopo.

di Vito Di Ventura

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