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Sipario sulla Green Economy

By   /   18 Ottobre 2012  /   Commenti disabilitati su Sipario sulla Green Economy

E’ giunto il momento di rimpiazzare l’ideale del successo con quello più alto del servizio” (Albert Einstein).

Viviamo oggi un momento storico unico: l’attuale forte crisi sociale, economica e finanziaria si intreccia con quella energetica e climatica. L’attuale realtà sociale e la crisi economico-finanziaria del paese, pur rappresentando un grave pericolo, offre comunque una grande opportunità quella cioè di rilanciare l’economia italiana e delineare nuovi scenari che richiedono risposte nuove e concrete. Bisogna avere il coraggio di intraprendere nuove strade ma non con i fallimentari modelli del passato, occorre perseguire un nuovo modello di sviluppo fondato sulla nuova economica verde, la c.d. “green economy” o più propriamente detta economia ecologica.

La green economy, come noto, rappresenta non più una voce di costo, diventa oggi un’occasione di fatturato, di arricchimento, un indicatore di misure economiche, legislative, tecnologiche e di educazione pubblica, in grado di ridurre il consumo di energia e di dar vita ad un’economia sostenibile grazie all’uso di risorse rinnovabili, come l’eolico, il solare, l’energia idraulica, le biomasse e con il riciclaggio di ogni tipo di scarto domestico o industriale. Ciò sta a significare che la green economy è oggi tra le risposte maggiormente attuabili alla crisi sociale, economica e climatica in quanto produce ricchezza ed entrate fiscali con meno consumo di energia e di materie prime, riduce le emissioni inquinanti per salvare il clima, contribuisce al rispetto degli impegni di Kyoto, (strumento operativo di mitigazione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici che impegna i paesi industrializzati a ridurre le proprie emissioni di anidride carbonica ed altri gas ad effetto serra entro quest’anno), crea occupazione e competitività alle imprese, investe sulle tecnologie pulite, sull’efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili, sulla modernizzazione e sulla riconversione ecologica di tutti i settori produttivi, su nuovi sistemi di produttività e di trasporto.

La modernizzazione ecologica dell’economia e la sua conversione in senso sostenibile è fondamentale e decisiva per un nuovo e duraturo sviluppo del paese ed innovativo dell’intero sistema economico.

Tuttavia, di “ambiente” se ne parla ancora fin troppo poco! Basti considerare che nel nostro paese, la questione ambientale è stata ignorata nella Costituente del 1946 e solo nel corso degli anni ha acquisito una progressiva importanza alimentata da una attività legislativa spesso conseguente agli stimoli provenienti dal contesto comunitario europeo; si dovrà infatti aspettare la legge costituzionale del 2001 (legge costituzionale n. 18 del 18 ottobre 2001) perché la tutela dell’ambiente e la tutela dell’ecosistema e dei beni culturali siano riconosciuti espressamente nel testo della riformata Carta Costituzionale (art. 117, c. 2 lett. S, come esclusiva competenza legislativa statale che però deve raccordarsi con il governo del territorio, materia di competenza legislativa concorrente (c. 3) e con le materie in qualche modo correlate di competenza residuale (c. 4)). La legge istitutiva del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare è del 1986 (Legge n. 349del 1986).

Negli ultimi decenni, l’ambiente e l’ecologia sono entrati quindi con forza nel lessico comune e pian piano anche nell’affermazione di una cultura di salvaguardia, di conservazione e di valorizzazione dell’ambiente e di rispetto delle aspettative e dei diritti delle generazioni presenti e future.

La questione ambientale deve essere per il nostro paese il volano di crescita, il motore di questa nuova economia, il parametro sul quale misurare le politiche complessive e la più grande infrastruttura immateriale.

La sfida epocale da raccogliere è quindi quella di riuscire a vivere in Italia con un numero sempre crescente di persone in modo civile ed equo senza distruggere i sistemi naturali, garantire e valorizzare la biodiversità del patrimonio naturale e tutelare la salute umana.

Oggi, il tema più sensibile, anche a livello mondiale, è quello dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale che interessa non solo il sistema produttivo e industriale ma riguarda direttamente anche il sistema di trasporti, i nostri assetti e stili di vita urbani, l’agricoltura e la biodiversità, la disponibilità di acqua e la sicurezza del territorio.

In tale ambito, le istituzioni politiche devono avere un ruolo incisivo e porre in essere meccanismi di stimolo dell’economia reale, devono incentivare gli interventi di sostegno alla produzione di energie rinnovabili, dal solare al geotermico, dall’eolico alle biomasse, dal riciclo dei rifiuti all’idroelettrico, favorendo anche l’uso delle nuove tecnologie per la cattura e lo stoccaggio della CO2.

L’effetto serra e il crescente caro petrolio avevano fatto riavvicinare all’energia nucleare, fonte di energia primaria, anche i paesi occidentali più scettici così come l’Italia. I drammatici eventi del Giappone hanno invitato immediatamente alla prudenza ed alla cautela nonostante di energia nucleare se ne sia iniziato a parlare già agli inizi del ‘900 (infatti la prima persona che intuì la possibilità di ricavare energia dal nucleo dell’atomo fu lo scienziato Albert Einstein nel 1905, successivo premio Nobel).

L’impegno delle Istituzioni deve fortemente indirizzarsi verso politiche educative, a tutti i livelli, formative e della comunicazione: educare alla sostenibilità per accrescere la consapevolezza dei problemi ambientali introducendo la formazione ambientalista già dalle scuole primarie mediante progetti educativi per i più piccoli che permettano di seguire e toccare con mano, per esempio, a tutto il percorso del riciclo dal cassonetto alla cartiera con visite guidate negli impianti di riciclo dislocati su tutto il territorio italiano. La raccolta differenziata, di recente introduzione all’interno del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ancora non viene praticata in molti quartieri della capitale e in diverse province della stessa Regione Lazio; si deve incentivare e sostenere con ogni mezzo la ricerca scientifica per conoscere le dinamiche e i limiti degli equilibri ecologici e per promuovere un uso sostenibile delle risorse naturali: nei prossimi decenni potrebbe diventare realtà un sogno lanciato negli anni 70 in merito alla realizzazione di una centrale spaziale elettrica che grazie a progressi scientifici ed a nuove tecnologie di trasmissione e pannelli più efficienti, sarà in grado di inviare energia solare sulla terra mediante laser o microonde. L’ambizioso progetto, portato avanti dall’Agenzia spaziale giapponese ed una società europea, ha però un costo elevatissimo (da 1 a 120 miliardi di euro) e necessita pertanto di cospicui finanziamenti statali.

In un momento anche, tra l’altro, di gravi tensioni belliche e sociali, presenti in alcuni paesi, come quello che stiamo vivendo, si deve tornare a perseguire il principio della solidarietà e della cooperazione nazionale ed internazionale, cooperare e limitare la competizione, distruttiva e disgregativa del sistema economico e delle relazioni umane, promuovere nuovi stili di vita, ripensare le città, promuovendo il raggiungimento degli standard della qualità dell’aria, privilegiare le politiche di sviluppo urbano, l’avvio di un’incisiva politica di risparmio ed un uso efficiente dell’energia, riconoscere all’educazione, all’informazione e alla formazione il ruolo fondante per una nuova coscienza ambientalista.

Si possono fare tante cose per cambiare rotta ma ci vuole l’impegno, la volontà di tutte le forze politiche in essere e le risorse nel realizzarle, evitando gli sprechi inutili e futili.

…Insomma la politica si preoccupi di dare riposte al paese, risposte che non possono che tradursi in più crescita economica e occupazionale nella consapevolezza che la soluzione non viene da politiche conservative ma dal coraggio del cambiamento strutturale!

Senza alcuna pretesa di esaustività per la complessità e l’articolazione della materia trattata, sono convinta che le tecnologie del futuro rappresentino la scommessa economica su cui nei prossimi decenni si giocherà la leadership mondiale dell’energia.

dott.ssa Loredana Cruciani

“Movimento Azzurro” Ecosezione Roma Regione – Presidente dott.ssa Loredana Cruciani
Associazione “Movimento Azzurro” eco-culturale riconosciuta ai sensi della Legge 349/1986
Sede operativa: green Law&Tax consulting Firm Certomà Cipolloni Bernabei
Roma – Circonvallazione Clodia, 36/B.

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