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Michele Ferrari finalmente parla e passa al contrattacco

By   /   17 Ottobre 2012  /   Commenti disabilitati su Michele Ferrari finalmente parla e passa al contrattacco

In gran parte degli scandali di doping che coinvolgevano sportivi d’altissimo livello negli ultimi anni, c’è sempre stato il suo nome. Michele Ferrari, medico inibito a vita dalla professione, però si giudica innocente e, a sua discolpa, non è mai stato trovato “con le mani nel sacco”.

L’astuto medico ferrarese, chiamato in causa come mente principale del “caso Armstrong” ora è passato al contrattacco, pubblicando sul suo sito delle precisazioni alle accuse che l’Usada muove contro di lui.

Riportiamo qui di seguito il suo comunicato:

“Finalmente sono venuto a conoscenza delle prove che hanno portato alla mia squalifica a vita che mi è stata sanzionata dall’Usada il 10 luglio 2012, a seguito del processo che si è aperto il 12 giugno 2012.
Dato che io non ho mai ricevuto comunicazione dall’Usada su alcun procedimento che è stato aperto contro di me, sottolineo che:
1 – Le dichiarazioni che i testimoni hanno fatto davanti all’Usada sono tutte datate tra il 21 settembre e il 9 ottobre, ben dopo la “comunicazione” del 12 giugno e della squalifica del 10 luglio.
2 – Le dichiarazioni che mi accusano di aver somministrato doping all’interno della “cospirazione Armstrong”, sono questi sei ciclisti: Landis, Hamilton, Vandevelde, Hincapie, Leipheimer and Danielson.
3 – L’Usada ha accolto la testimonianza di Filippo Simeoni originata dalle prove a Bologna (ma si è chiuso il tutto nel 2006 con la mia assoluzione) e quella di Bileka e Bertagnolli che riguarda un’indagine che non è già terminata e che gli atti sono coperti da la riservatezza delle indagini, secondo la legge italiana. In ogni caso, queste persone non hanno nulla a che fare con la “Cospirazione Armstrong”
4 – Le false accuse che i sei ciclisti di cui al punto 2 hanno gettato su di me sono tutte basate su testimonianze “visive” di ciascuno dei 6 testimoni: sono stati raccontati eventi che hanno interessato solo me (“Dr Ferrari”) e i “testimoni” sono stati loro stessi. Non hanno mai evocato la presenza di un altro testimone, sia tra le sei persone di cui sopra, o di altro tipo che possano confermare la veridicità delle loro affermazioni. Un’eccezione è la dichiarazione di Landis, a pagina 7 della sua dichiarazione, quando dice: “George Hincapie aveva anche sangue prelevato dal dottor Ferrari in mia presenza”. Peccato che Hincapie, nella sua dichiarazione, non faccia alcun riferimento a questa grave accusa.
5 – A sostegno di queste accuse contro di me, il massiccio Dissier Usada non contiene alcuna prova oggettiva delle pratiche di doping svolte nelle squadre del passato di Armstrong.
6 – Le accuse contro gli altri “cospiratori” (Armstrong, Bruyneel, Marti, Del Moral e Celaja) hanno visto la chiamata in causa come potenziali testimoni altri 21 ciclisti e una ventina di altre persone, che a quanto pare non sono stato sentito o non hanno confermato le accuse. Io non sono un esperto di enigmi e indovinelli, ma mi ci sono voluti solo 15 minuti per tracciare con certezza i nomi della maggior parte di essi.
7 – Il dossier Usada sembra dare particolare importanza al fatto che io possa aver avuto una “relazione professionale” con Armstrong nel 2005. A sostegno di questa affermazione, vengono citati due episodi: un test effettuato a Girona da Danielson nella primavera del 2005 (in compagnia di Armstrong) e in un periodo di allenamento a Tenerife, di nuovo nel 2005. Il test di Girona ha interessato Danielson, non mi ricordo se c’era Armstrong, che in ogni caso sarebbe stato semplicemente un compagno di guida. Il riferimento all’allenamento a Tenerife non è corretto: la squadra di Armstrong soggiornava in riva al mare, mentre io, insieme ad alcuni dei miei corridori, ero sulla cima del Teide per uno stage in quota. Così ci sono stati due training camp diversi e senza alcun collegamento tra di loro. Non escludo che possiamo aver incontrato il suo gruppo e il mio sulle strade dell’isola, ma nego di aver avuto un rapporto professionale con Armstrong. Il dossier ha documentato i pagamenti di Lance Armstrong alla società per la quale ho lavorato come consulente nel 2005 e 2006: semplicemente, quelli sono i ritardi di pagamento per servizi di consulenza negli anni precedenti.
8 – La decisione motivata dell’Usada si riferisce quindi alla collaborazione tra Stefano Ferrari e Armstrong: Stefano, mio ​​figlio, che amministra il sito online 53×12.com, offre consulenza e formazione per gli atleti, ed è stato responsabile della formazione di Lance Armstrong, sotto la mia supervisione, come fa con tutti i suoi clienti. Come chiaramente dimostrato, questa collaborazione consisteva esclusivamente nella consulenza in materia di formazione, regolazione dell’altezza sella, posizionamento aerodinamica e programmi di allenamento: niente a che fare con il doping.
9 – Non ho mai incontrato Michael Barry, ma è chiaro dalla sua testimonianza del coinvolgimento congiunto di alcuni corridori (Vandevelde, Vaughters, Barry, Landis, Hincapie e altri) in uno scambio di prodotti dopanti, all’interno di appartamenti condivisi, accumulando siringhe usate e fiale vuote sotto i loro letti. Si tratta di corridori americani che vivevano a Girona e avevano chiaramente organizzato e gestito le loro pratiche antidoping, così come il traffico di sostanze. Non ho mai saputo nulla di tutto questo, non vi è alcun elemento oggettivo del mio coinvolgimento”.

di Antonio Massariolo

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