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Siria, Unhcr: “L’Unione europea rispetti i principi in materia di asilo”

By   /   16 Ottobre 2012  /   Commenti disabilitati su Siria, Unhcr: “L’Unione europea rispetti i principi in materia di asilo”

L’Agenzia dell’Onu per i rifugiati ha ribadito quanto sia importante per l’emergenza umanitaria siriana che l’Unione europea aderisca  ai principi del sistema comune europeo di asilo. “Tra questi, garantire l’accesso al territorio, l’accesso alle procedure di asilo, approcci armonizzati per l’aggiudicazione delle domande di asilo e il sostegno reciproco tra gli Stati membri”, ha detto il portavoce dell’Unhcr, Adrian Edwards. “Vi è la possibilità per l’Ue di mettere il suo impegno di solidarietà in pratica”, ha aggiunto.

I Paesi dell’Unione Europea, insieme alla Norvegia e alla Svizzera, hanno ricevuto 16.474 domande d’asilo da siriani tra gennaio 2011 e agosto 2012, secondo i dati della Commissione europea. La Germania ne ha ricevute 5.515, Svezia 2506, seguita dalla Svizzera (1.405), Austria (972), Regno Unito (912), Danimarca (908) e Belgio (796). I numeri in altri Stati membri sono stati notevolmente inferiori.

Iraq, Giordania, Libano e la Turchia continuano ad ospitare la stragrande maggioranza dei rifugiati mentre gli arrivi di richiedenti asilo provenienti dalla Siria nella UE sono state relativamente piccole, con meno di 20.000 richieste negli ultimi 18 mesi.

A livello comunitario, ci deve essere anche la disponibilità a prendere in considerazione l’applicazione della direttiva protezione temporanea e di altre risposte adeguate, se le condizioni lo richiedono. Come sempre, è importante che il diritto di chiedere asilo sia rispettato in ogni momento”, ha aggiunto ancora Edwards.

L’Unione europea e i suoi Stati membri sono tra i maggiori contributori al Piano Regionale di risposta della Siria, che rappresenta la pianificazione congiunta di 52 agenzie delle Nazioni Unite e le ONG che sostengono i rifugiati siriani in Giordania, Libano, Iraq e Turchia.

L’Unione europea ha fornito più di 8 milioni di euro per il piano di risposta a livello regionale fino ad oggi, e sta valutando ulteriori contributi. I singoli Stati membri dell’Ue hanno inoltre offerto un sostegno finanziario di. “Tuttavia, un ulteriore finanziamento è e sarà necessario per soddisfare le esigenze umanitarie che riguarda gli sfollati”, ha sottolineato Edwards.

LA TURCHIA CHIEDE AIUTO ALL’UE- Al confine con la Turchia l’emergenza umanitaria sta raggiungendo cifre sempre più drammatiche. Il numero dei rifugiati siriani, infatti, ha superato 100mila persone. Secondo quanto ha indicato la Direzione delle situazioni di emergenza (Afad), complessivamente, 93.576 rifugiati vivono ufficialmente nei tredici campi dislocati in varie province nel sud-est della Turchia mentre578 vittime dei combattimenti sono ricoverate in differenti strutture sanitarie turche. Cifre queste che potrebbe essere più alte visto che diverse centinaia di persone non sono state nemmeno registrate, e hanno trovato riparo in alberghi e appartamenti del paese.

La Turchia ha affermato di non poter ospitare più di 100mila rifugiati ma il governo di Ankara ha anche assicurato che non chiuderà i propri confini ai rifugiati siriani chiedendo però l’aiuto della comunità internazionale per continuare a ospitarli.

Il ministro degli Affari europei turco, Egemen Bagis, ha chiesto che la Ue aiuti Ankara a gestire l’emergenza e  ha lanciato un appello ai Ventisette affinché “non pensino solo alla crisi dei debiti sovrani” ma “facciano di più per i profughi” sbarcati nel “nostro territorio”.

L’Europa, ha detto Bagis in un’intervista, “dovrebbe cominciare a pensare alla gente che dalla Siria fugge in Turchia”.

di Elisa Cassinelli

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