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Venezuela. Stravince Hugo Chavez

By   /   8 Ottobre 2012  /   Commenti disabilitati su Venezuela. Stravince Hugo Chavez

Il Presidente venezuelano Hugo Chavez ha vinto con il 54,66% dei voti, infliggendo alla coalizione di 30 partiti dell’opposizione guidata da Henrique Capriles una secca sconfitta  (44,73%), ottenendo così il quarto mandato presidenziale, di sei anni, che inizierà il prossimo 10 gennaio. Chavez, 58 anni, che lo scorso anno si è sottoposto a chemio-terapia, a Cuba, per un tumore, è al potere dal 1999.

Dopo l’annuncio dei risultati, i sostenitori di Chavez sono scesi in piazza nella capitale, Caracas, a festeggiare e il Presidente ha indirizzato loro un saluto di ringraziamento dal balcone del palazzo presidenziale.

Brandendo una replica della spada dell’eroe dell’indipendenza Simon Bolivar, Chavez ha promesso che il Venezuela continuerà la sua “marcia verso il socialismo democratico” e che lui si impegnerà ancora di più e sarà un presidente migliore“. Chavez ha anche ammesso che l’opposizione ha ottenuto un forte sostegno, tant’è che la distanza si è ridotta di solo 10 punti, mentre nel 2006 era di 27.

L’opposizione riunificata e decisamente meglio organizzata che in passato, pur mobilizzando le masse non è, tuttavia, riuscita a raggiungere i risultati sperati specialmente nella capitale, Caracas, e nelle città di provincia.

Durante i suoi mandati presidenziali, Chavez ha nazionalizzato i settori chiave dell’economia e con i proventi del petrolio, di cui il Venezuela è uno dei maggiori produttori al mondo, ha attuato le riforme nei settori della sanità, dell’istruzione e dell’edilizia sociale.

Secondo gli esperti, la vittoria di Chavez sarà accolta con favore proprio da quei paesi della regione – tra cui Cuba e Nicaragua – che beneficiano del “Petrocaribe”, cioè petrolio venezuelano a prezzi preferenziali. Chavez ha anche forti legami con il presidente argentino Cristina Fernandez de Kirchner, a favore della quale si è schierata nella disputa con la Gran Bretagna sulla sovranità delle isole Falkland.

Per i suoi critici, si è trattato invece di una delle elezioni più peculiari della storia del Venezuela. Di fronte c’erano 2 candidati, ma non c’erano due opinioni sul futuro del Venezuela: da una parte c’era un soldato attaccato al vecchio discorso autoritario, e dall’altra un giovane moderno con tanta voglia di cambiare. Da una parte un regime corrotto che ha sperperato il suo petrolio per finanziare con soldi pubblici nutriti gruppi e faccendieri, e dall’altra un giovane con l’esperienza di sindaco e di governatore che ha dimostrato non solo di effettuare una gestione corretta e trasparente dei fondi statali, ma ha ripulito i servizi pubblici, le istituzioni, rispettato e promosso iniziative popolari senza chiedere il voto di scambio, come l’attuale governo.

La campagna elettorale è stata dominata dal ricatto a cui sono stati sottoposti i lavoratori e i dipendenti pubblici. La maggior parte delle manifestazioni e delle marce a favore del governo sono state sostenute dai ministeri e dalle imprese statali, che hanno richiesto la partecipazione pena il licenziamento immediato. Stessa sorte è stato applicata anche a coloro che avevano mutui sulla casa, con la promessa di annullare le rate mensili.

Per i suoi critici, il personale progetto di Chavez è quello di arrivare al 2021 come Presidente per coronare il sogno di camminare, come Bolivar, lungo Campo Carabobo durante le celebrazioni del bicentenario della battaglia che ha dato l’indipendenza al Venezuela.

di Vito Di Ventura

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