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Le Pussy Riot candidate al Premio Sakharov 2012

By   /   27 Settembre 2012  /   Commenti disabilitati su Le Pussy Riot candidate al Premio Sakharov 2012

Le tre giovani appartenenti al gruppo punk russo le “Pussy Riot”, condannate a due anni di carcere per essersi esibite in una performance anti-Putin nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, figurano tra i candidati al premio Sakharov 2012, conferito dal Parlamento europeo alle personalità che si sono distinte nella difesa dei diritti umani e della libertà di pensiero.

La candidatura delle tre giovani è stata proposta dal deputato europeo dei Verdi, Werner Schulz. La motivazione alla candidatura è legata alla loro contestazione del regime autocratico con coraggio e creatività, rivelando l’arbitrio del sistema giudiziario e l’influenza politica della Chiesa russa.

Nella lista dei candidati figura anche Ales Bialiatsky, militante dell’opposizione bielorussa attualmente detenuto, Joseph Francis, difensore delle vittime della legge sulla blasfemia in Pachistan, tre esponenti dell’opposizione in Rwanda, e il regista iraniano Jafar Panahi, vincitore nel 2000 del Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia. Il cineasta, i cui film sono vietati in Iran, è stato nominato congiuntamente alla connazionale e avvocatessa Nasrin Sotoudeh.

Per sapere i nomi dei vincitori del premio bisognerà aspettare il prossimo 26 ottobre. Intanto è stato assegnato il premio agli autori della Primavera Araba: Mohamed Bouazizi, il giovane tunisino, il cui sacrifico ha dato il via alla ribellione che ha fatto cadere il dittatore Ben Ali. L’avvocato siriano Razan Zaitouneh che in clandestinità partecipa al movimento siriano e il suo compatriota Ali FArzat, un caricaturista che ha trovato rifugio in Kweit dopo aver subito torture. Asmaa Mahfouz è una delle fondatrici del movimento dei giovani del 6 aprile che ha lanciato l’appello al raduno in piazza Tahrir e ha costretto Mubarak a lasciare. L’egiziano Asmaa Mahfouz e il libico Ahmed al Sanusi, che hanno ricevuto di persona il premio Sakharov conferito dall’assemblea di Strasburgo.

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