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Gli Stati Uniti toglieranno l’embargo alla Birmania

By   /   27 Settembre 2012  /   Commenti disabilitati su Gli Stati Uniti toglieranno l’embargo alla Birmania

Il Segretario di Stato Hillary Clinton ha detto che gli Stati Uniti toglieranno il divieto di importazione di merci provenienti dalla Birmania o Myanmar. Lo ha annunciato durante i colloqui avuti con il Presidente Birmano Thein Sein, presso l’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

In riconoscimento del continuo progresso verso le riforme e in risposta alle richieste da parte sia del governo che dell’opposizione, gli Stati Uniti avvieranno la normalizzazione dei rapporti commerciali“, così si è espressa la Clinton, la quale ha aggiunto che “questo darà al popolo Birmano più possibilità di vendere sul mercato statunitense”.

In precedenza, il portavoce del Parlamento Birmano, Shwe Mann, aveva dichiarato alla BBC che il processo delle riforme nel Paese era “irreversibile“. Il Presidente Sein, un ex generale eletto alle elezioni del novembre 2010, le prime dal 1990 e definite da tutto il mondo una farsa, parlerà oggi all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Sotto la sua amministrazione, il governo dei militari ha concesso diverse riforme per avviare il Paese verso una democrazia liberale, un’economia mista e la riconciliazione nazionale. Oltre al rilascio di Aung San Suu Kyi, leader del partito di opposizione, è stata istituita una Commissione Nazionale per i Diritti Civili, sono stati liberati 200 prigionieri politici, promulgate leggi sul lavoro che garantiscono la formazione del sindacato ed il permesso di sciopero ed è stata allentata la censura sulla libertà di stampa.
Le conseguenze di tali riforme hanno aperto una nuova fase politica per il Myanmar. Il Segretario di Stato americano Hillary Clinton è stata in visita lo scorso anno, la prima visita ufficiale americana degli ultimi 50 anni, ed ha incontrato il Presidente Thein Sein e Daw Aung San Suu Kyi, la cui Lega Nazionale per la Democrazia (LND) oggi detiene 43 seggi in Parlamento ed è stata ammessa alle prossime elezioni del 2012.

All’inizio di questo mese, Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace nel 1991 e prigioniera politica per diversi anni agli arresti domiciliari, è stata insignita della Medaglia d’Oro del Congresso Americano. In quella occasione, la San Suu Kyi aveva rivolto ai parlamentari americani l’appello a rimuovere le sanzioni.

Per completare tutte le riforme politiche, Thein Sein deve ancora affrontare la ritrosia e l’opposizione dei militari, ma Shwe Mann ha sottolineato l’ottimo rapporto di collaborazione con l’opposizione. Parlando alla BBC di Singapore, della  San Suu Kyi ha detto: «Non è la mia nemica e sono sicuro che io non sono il suo…ha buone qualità e ama il suo Paese…noi condividiamo lo stesso desiderio, quello di servire la nazione e popolo…”

Shwe Mann, potente uomo politico, sta svolgendo un ruolo importante nel delineare il futuro della Birmania e viene visto come probabile futuro candidato presidenziale.

di Vito Di Ventura

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