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Afghanistan. Gli ultimi soldati inviati da Obama sono rientrati negli Stati Uniti

By   /   21 Settembre 2012  /   Commenti disabilitati su Afghanistan. Gli ultimi soldati inviati da Obama sono rientrati negli Stati Uniti

Il Pentagono ha reso noto che l’ultimo dei 33.000 soldati americani inviati in Afghanistan dal presidente Barack Obama, più di tre anni fa, ha lasciato il Paese.

Questo rinforzo fu inviato con l’obiettivo di fermare l’avanzata e frenare l’entusiasmo dei Talebani Afghani e consentire un lasso di tempo sufficiente per addestrare le forze di sicurezza Afghane, cui cedere le responsabilità. Attualmente restano in Afghanistan circa 68.000 uomini con il compito aiutare i soldati Afghani in caso di rivolte interne e di appoggio alla polizia.

Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Leon Panetta, ha annunciato il ritiro motivandolo con il raggiungimento del traguardo prefissato. “L‘aumento della presenza militare in Afghanistan (il cui picco è stato lo scorso anno di 101 mila) ha raggiunto i suoi obiettivi e cioè di frenare ed invertire sul campo di battaglia lo slancio dei Talebani e di dare maggiore capacità alle forze di sicurezza nazionali Afgane. Questo ha permesso a noi e ai nostri partner della coalizione ISAF di iniziare il processo di transizione delle responsabilità agli Afghani, che ora si estende in ogni provincia e a più del 75% della popolazione afghana”.

Inoltre, ha continuato Panetta: “Contemporaneamente abbiamo inferto duri colpi alla leadership di al-Qaeda, in linea con il nostro obiettivo di base di interrompere, smantellare e sconfiggere al-Qaeda, negando loro un rifugio sicuro. Siamo sulla buona strada per completare la transizione delle responsabilità della sicurezza come previsto, entro il 2014”.

In merito ai 51 membri della coalizione (ISAF) uccisi dall’inizio di quest’anno negli attacchi cosiddetti “green-on-blue”, da parte di membri delle forze di sicurezza afghane o persone vestite in uniforme, il Ministro della Difesa ha definito questi attacchi come “ultimo colpo di coda” dei Talebani. Ma per il Gen Martin Dempsey, Capo di Stato Maggiore del Comando Interforze Statunitense (US Joint Chiefs of staff), tali attacchi sono “una minaccia molto grave“, ed ha aggiunto che “qualcosa deve cambiare“.

L’ultimo attentato dei Talebani ha provocato la morte di un’intera famiglia di 5 membri: 2 donne,  2 ragazze di età inferiore a 8 anni e 1 uomo. L’intera famiglia è saltata in aria con l’auto per l’esplosione di una IED nel quartiere Dehrawood, della provincia di Uruzgan. Nessun gruppo ha rivendicato l’attacco, ma Abdollah Hemat, portavoce del governatore di Uruzgan, ha accusato “i nemici dell’Afghanistan“, un termine usato dai funzionari afghani per indicare ribelli Talebani.

di Vito Di Ventura

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