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Afghanistan. 17 civili decapitati nella provincia di Helmand

By   /   27 Agosto 2012  /   Commenti disabilitati su Afghanistan. 17 civili decapitati nella provincia di Helmand

I Talebani tornano a far parlare di sé attraverso le stragi di povera gente. Questa volta si tratta di una vera e propria esecuzione, decapitazione, di 15 uomini e 2 donne, i cui corpi sono stati trovati lungo la strada che porta al distretto di Musa Qala, nella provincia di Helmand, quella da sempre in mano ai ribelli Talebani e da sempre la più difficile e sanguinosa.

Contemporaneamente, nella stessa provincia, 10 soldati Afghani venivano uccisi durante un attacco alle forze dell’ordine mentre nell’est del Paese 2 soldati Americani morivano per mano di un soldato afghano ribelle.

I corpi dei 17 civili, scoperti questa mattina, mostravano segni di tortura e alcuni anche ferite di arma da fuoco. Lo ha confermato il portavoce del governatore della provincia di Helmand, Daud Ahmadi.

Per la polizia locale gli uomini stavano assistendo ad uno spettacolo musicale e di danza quando sono stati attaccati dal gruppo di ribelli. Si tratta quindi una esecuzione motivata da ragioni  culturali e religiose, in quanto i Talebani non approvano che uomini e donne partecipino insieme ad eventi sociali.

Per quanto riguarda i 10 soldati uccisi, gli stessi sono stati vittime di un attacco organizzato dai Talebani ai ceck-point. All’attacco hanno preso parte almeno 200 Talebani, di cui 11 sono stati uccisi. In un attacco nel distretto di Washir, invece, 4 soldati sono stati feriti e altri 6 sono dati per dispersi, secondo fonti della polizia.

I 2 soldati Americani, invece, sono stati uccisi nella provincia di Laghman da un soldato afghano che è stato a sua volta ucciso. Incidente che in gergo militare viene etichettato come “verde su blu”, dove i “verdi” sono gli Afghani ed i “blu” i militari della NATO. Al momento, circa 130 mila “blu” sono impegnati in Afghanistan, insieme a circa 350 mila  “verdi”.

In termini generali, salgono così a 42 le vittime della NATO dall’inizio di quest’anno. Molte delle vittime sono state causate da attacchi dei ribelli Talebani, ma anche da differenze culturali e personali animosità, come dimostra l’ultimo episodio.

Per quanto riguarda le vittime civili, invece, il rapporto UNAMA (United Nations Assistance Mission in Afghanistan), riferisce chetra il 1°gennaio e il 30 giugno 2012, le violenze legate al conflitto hanno causato 3.099 vittime civili, di cui 1.145 morti e 1.954 feriti. Un calo del 15% rispetto allo stesso periodo del 2011”.

A questi dati bisogna, purtroppo, aggiungere le 17 vittime odierne.

di Vito Di Ventura

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