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Siria sospesa da Cooperazione islamica, l’Onu denuncia crimini contro l’umanità

By   /   16 Agosto 2012  /   Commenti disabilitati su Siria sospesa da Cooperazione islamica, l’Onu denuncia crimini contro l’umanità

I paesi musulmani, riuniti in un vertice straordinario alla Mecca, in Arabia Saudita, hanno sospeso la Siria dall’Organizzazione per la cooperazione islamica (Oci), al fine di isolare il regime di Bashar al Assad. Come ha affermato il comunicato finale del vertice, i paesi membri dell’Oci hanno concordato sulla “necessità di fermare immediatamente gli atti di violenza in Siria e di sospendere questo paese” dall’organizzazione.

Parlando in conferenza stampa, il segretario generale dell’Oci, Ekmeleddin Ihsanoglu, ha detto che questa decisione rappresenta “un messaggio forte rivolto dal mondo musulmano al regime siriano”. “Questo mondo – ha affermato – non può più accettare un regime che massacra il suo popolo utilizzando aerei, carri armati e artiglieria pesante”.

Solo l‘Iran, solido alleato del regime di Damasco, ha rifiutato apertamente la sospensione della Siria dall’organizzazione.

Intanto in un rapporto Onu, redatto dagli investigatori indipendenti guidati da Paulo Pinheiro, si legge che “la commissione ha trovato fondati motivi per ritenere che le forze governative e gli Shabiha abbiamo commesso crimini contro l’umanità, come omicidi e torture, crimini di guerra e gravi violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale, inclusiarresti e detenzioni arbitrari, violenze sessuali, attacchi indiscriminati, saccheggi e distruzione di proprietà”.

Sempre secondo l’indagine, anche i ribelli siriani che combattono il regime di Bashar al Assad avrebbero commesso crimini di guerra, ma le violazioni “non raggiungono la gravità, la frequenza e l’intensità” di quelle perpetrati dall’esercito e dalle forze di sicurezza siriane.

Nei scorsi giorni sul sito del quotidiano turco Hurriyet é stato pubblicato il video del “massacro della Posta” di al-Bab, vicino ad Aleppo. Mostra corpi gettati dal tetto di un palazzo mentre in strada una folla esagitata urla ‘Allah Akbar!’ (Dio è grande!). Secondo Hurriyet, i miliziani anti-Assad avrebbero costretto funzionari accusati di essere sostenitori del regime a salire sul tetto del palazzo da dove sono stati gettati nel vuoto.

di Elisa Cassinelli

Foto Ansa

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