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May , 2013
Monday
 

Lungo le coste italiane sono ben 120 i punti altamente inquinati: uno ogni 62 chilometri. Sul podio del mare più inquinato troviamo la Calabria e la Campania, rispettivamente con 19 e 14 punti inquinati, mentre a sorpresa si piazza al secondo posto la Liguria con 15 prelievi risultati oltre i limiti di legge. Sardegna e Toscana si confermano anche quest’anno le regioni col mare più pulito, rispettivamente con un campione inquinato ogni 433 e 200 km di costa.

Sono questi i risultati del bilancio finale dell’edizione 2012 di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente che per due mesi ha circumnavigato lo Stivale, monitorando lo stato di salute del mare italiano, realizzata anche grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, e con la partecipazione di Corepla, Novamont e Nau!.

Ben 100 i prelievi risultati fortemente inquinati, cioè con concentrazioni di batteri di origine fecale pari ad almeno il doppio dei limiti di legge. L’86% dei punti inquinati sono stati prelevati alle foci di fiumi, torrenti e canali, risultati i nemici numero uno del mare italiano, ma anche nei pressi di scarichi di depuratori malfunzionanti.

Il mare italiano continua ad essere minacciato da troppi scarichi fognari non depurati- ha dichiarato Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente -nonostante siano trascorsi ben 36 anni dall’approvazione della prima legge sulla trattamento delle acque reflue. Alla mancanza cronica di impianti di depurazione, soprattutto da parte dei comuni dell’entroterra, si aggiunge anche il carico inquinante dei reflui che non sono adeguatamente trattati dagli impianti in attività: si tratta di una situazione davvero imbarazzante che va sanata una volta per tutte. Alla denuncia di Goletta Verde si affianca ora la sentenza di condanna europea che rischia di far pagare ai cittadini italiani multe milionarie con soldi che invece potrebbero essere investiti per aprire nuovi cantieri per la depurazione. Bisogna investire subito e al meglio risorse adeguate, a partire da quelle stanziate dalla delibera CIPE dell’aprile scorso che prevede 1,8 miliardi di euro per le regioni del Mezzogiorno”.

L’Italia è stata condannata a fine luglio dalla Corte di giustizia europea perché 109 agglomerati urbani medio grandi, soprattutto in Sicilia e Calabria, non si sono ancora adeguati alla direttiva comunitaria sul trattamento delle acque reflue.

di Elisa Cassinelli

Foto Ansa

(agosto - 14 - 2012)

  • enzo

    In Calabria abbiamo l’oro e non lo sappiamo sfruttare.Non dico altro

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Un SuperCopra spegne la Lube

On apr-11-2013
Reported by Marco DePalo
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