Loading...
You are here:  Home  >  Esteri  >  Current Article

Sudan: mobilitazione contro la lapidazione di Layla Ibrahim Issa Jumul

By   /   2 Agosto 2012  /   Commenti disabilitati su Sudan: mobilitazione contro la lapidazione di Layla Ibrahim Issa Jumul

Dopo la mobilitazione internazionale in favore di Intisar Sharif Abdallah, donna sudanese condannata alla lapidazione in quanto accusata di adulterio, Amnesty International e Italians for Darfur ONLUS chiedono al governo sudanese che venga salvata la vita di un’altra giovane donna, Layla Ibrahim Issa Jumul, e venga riformato il Codice Penale sudanese. In favore di Layla è stata lanciata anche una raccolta di firme che per ora conta oltre 7900 adesioni.

Come riporta il blog di Italians for Darfur, Layla Ibrahim Issa Jumul, 23 anni, sudanese originaria del Sud Kordofan, è stata condannata a morte tramite lapidazione il 10 luglio 2012 dalla Corte Criminale di Mayo, Khartoum, sulla base dell’Articolo 146 del Codice Penale Sudanese del 1991. La ragazza, accusata di adulterio dal marito che non ne ha riconosciuto il figlio, è ora detenuta nel carcere femminile di Omdurman, nei pressi della capitale sudanese, con il figlio di sei mesi. Il processo sarebbe stato condotto in maniera iniqua, senza che la donna abbia potuto avvalersi del proprio legale, in violazione dell’Articolo 135 del Criminal Procedure Act.

La sua vita è in serio pericolo nonostante la lapidazione di Layla Ibrahim Issa Jumul sia chiaramente in contrasto con la stessa Costituzione sudanese che sancisce la non applicabilità della sentenza per donne in stato di gravidanza e in allattamento. Il Protocollo alla Carta africana dei diritti umani e dei popoli sui diritti delle donne, adottato dall’Unione africana nel 2003, e firmato dal Sudan, proibisce l’esecuzione di sentenze capitali nei confronti di madri con figli in età di allattamento.

La lapidazione è sicuramente una forma di tortura estrema e crudele che purtroppo continua ad essere praticata nei confronti delle donne. Eseguire una condanna a morte tramite lapidazione è una violazione del divieto di tortura così come stabilito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, dal Patto internazionale sui diritti civili e politici e dalla Convenzione contro la tortura, firmata anche dal Sudan.

di Elisa Cassinelli

    Print       Email

You might also like...

Senza esiti l’incontro tra Trump ed Erdogan

Read More →