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Siria: cresce il numero di persone in fuga, oltre 2 milioni di sfollati interni

By   /   1 agosto 2012  /   Commenti disabilitati

Mentre la violenza armata dilaga in Siria, l’emergenza umanitaria cresce. Sarebbero oltre 2 milioni gli sfollati interni che hanno abbandonato le loro case per fuggire dalle violenze. Circa 200mila secondo le stime del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) e della Mezzaluna Rossa Araba Siriana (SARC) le persone fuggite da Aleppo e dalle zone circostanti nel corso del fine settimana.

Migliaia di abitanti spaventati cercano riparo in scuole, moschee ed edifici pubblici. Ogni giorno circa 300 famiglie di sfollati hanno bisogno di assistenza immediata. Sono tra le 250 e le 350 le persone stipate all’interno di 32 scuole, mentre in circa 7mila hanno cercato rifugio nelle residenze universitarie.

Turchia, Giordania, Libano, Iraq e Algeria sono i Paesi dove si riversano maggiormente chi scappa dalle violenze. E ogni giorno l’emergenza cresce, registrando un numero sempre più altro di persone provenienti dalla Siria.

TURCHIA

Secondo quanto riporta l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), continua a crescere il numero delle persone provenienti da Aleppo oltre 2mila negli ultimi 4 giorni che fuggono in Turchia, attraversando il confine di Hatay. Molti di loro raccontano le difficoltà incontrate durante il percorso, dei cecchini e posti di blocco stradali che potrebbero trattenere altre persone dall’intraprendere il viaggio.

Sono bel oltre 70mila le persone che hanno chiesto formalmente protezione in Turchia dall’insorgere della crisi. Al 26 luglio erano 44.188 le persone assistite dal governo della Turchia che gestisce 8 campi in diverse province tra cui Kilis, Gaziantep, Urfa e Hatay. Dato il continuo aumento del numero di arrivi, il governo del paese ha in programma di aprire 2 nuovi campi nei prossimi 3 giorni, ognuno dei qual in grado di accogliere 10mila persone.

GIORDANIA

Il governo della Giordania stima che circa 150mila rifugiati siriani siano entrati nel paese dal  marzo dello scorso anni. Tra questi 38.883 stanno ricevendo protezione e assistenza, mentre i restanti non  sono registrati.

Dal momento che il flusso di rifugiati dalla Siria non sembra arrestarsi, la vicina Giordania ha aperto domenica un nuovo campo in tempo record per alleggerire la pressione nei siti alla frontiera che ospitano migliaia di rifugiati siriani. Il campo si trova a Za’atri, un’area battuta dal vento nel deserto vicino a Mafraq, nel nord della Giordania. Oltre 750 rifugiati finora si sono spostati dai 2 centri di transito nel nuovo campo. La maggior parte degli spostamenti ha luogo tra le 9 di sera e le 5 del mattino per evitare il caldo del giorno. Il campo che al momento può accogliere 10mila rifugiati potrà ospitarne fino a 113mila se necessario.

Fino allo scorso fine settimana circa 10mila rifugiati siriani vivevano in 4 sovraffollati centri di transito vicino al confine tra Siria e Giordania. Ulteriori 1.500 arrivano ogni notte attraverso posti di frontiera informali, soprattuto dal governatorato di Da’raa nel sud della Siria. Sono giunte informazioni di rifugiati presi di mira da colpi di arma da fuoco mentre cercavano di fuggire. Anche il numero di rifugiati provenienti da Damasco ha subito un’impennata  a seguito degli eventi della scorsa settimana.

LIBANO

Sono 34.096 i siriani fuggiti in Libano che ricevono protezione e assistenza attraverso l’impegno del governo, delle Nazioni Unite e delle organizzazioni non governative partner. Di loro 31.596 sono registrati. Il numero complessivo stimato di cittadini siriani che si trovano Libano a seguito dei disordini nel proprio paese è molto più elevato.

La maggioranza delle persone registrate presso l’UNHCR è originaria di Homs, ma vi sono state anche recenti ondate di arrivi da Damasco, Daraa e Souwaieak. Dopo un picco di oltre 11mila persone in meno di 2 giorni, il numero di arrivi è diminuito la scorsa settimana fino ad alcune centinaia ogni giorno. La maggior parte dei nuovi arrivati non si è registrata presso l’UNHCR. Molti di coloro che sono stati intervistati si sono sistemati in appartamenti presi in affitto a Beirut o Mount Lebanon. Alcuni hanno detto di sperare di trovare lavoro a Tripoli o nel sud del paese. Altri invece hanno espresso  preoccupazione sul fatto di trovare una sistemazione. La maggior parte comunque spera di poter tornare nel proprio paese nelle prossime settimane.

IRAQ

Continua a crescere il numero di rifugiati siriani principalmente di etnia curda in Iraq. Attualmente i rifugiati registrati sono 12.073. La scorsa settimana solo un piccolo numero di cittadini siriani è riuscito a varcare la frontiera. L’UNHCR è grato per le rassicurazioni fornite dal governo iracheno sul fatto che le frontiere rimarranno aperte ai siriani in fuga dalla violenza.

È poi in aumento anche il numero di rifugiati iracheni che ha scelto di ritornare a casa. Negli ultimi 10 giorni oltre 20mila persone hanno fatto ritorno. In risposta a questi inattesi rientri, oltre che agli alti numeri di siriani in arrivo, l’UNHCR sta allestendo centri di transito ai confini con la Siria per garantire che sia gli iracheni che rientrano, sia i rifugiati siriani ricevano l’assistenza di cui hanno bisogno.

ALGERIA

Sempre più cittadini siriani cercano rifugio in numero sempre maggiore anche in Algeria. In base a resoconti provenienti da diverse fonti sarebbero attualmente tra 10mila e 25mila. Tuttavia solo 70 di loro finora si sono rivolti all’ufficio dell’UNHCR. Molti siriani risiedono in luoghi pubblici e scuole e potrebbero aver bisogno di assistenza. Inoltre, al mese di luglio, sono circa 1.305 i rifugiati siriani registrati con l’UNHCR in Egitto e altri 400 registrati presso l’ufficio dell’Agenzia in Marocco.

Con oltre 129.240 rifugiati siriani registrati finora la maggioranza dei quali totalmente dipendenti dall’assistenza umanitaria l’UNHCR e le agenzie partner avvisano che gli scarsi finanziamenti avranno un profondo impatto sulla loro possibilità di continuare a far fronte alle necessità dei rifugiati.

di Elisa Cassinelli

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