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Domani vertice della NATO chiesto dalla Turchia dopo l’abbattimento dell’ F-4

By   /   24 giugno 2012  /   1 Comment

Dopo l’incidente dell’abbattimento dell’aereo da caccia F-4 Fhantom da parte della Difesa Aerea Siriana, la Turchia ha chiesto la convocazione del consiglio della NATO per discutere una linea d’azione comune o comunque chiedere il parere degli stati membri in modo da sentirsi con le spalle “coperte” quando ufficilizzera’ la risposta alla Siria.

A tal riguardo, la Turchia ha contatato anche la Russia per conoscere il punto di vista di un Paese che ha sempre mantenuto un atteggiamento favorevole alla Siria in sede di Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
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La richiesta del consiglio della NATO si basa sull’articolo 4 che così recita: “Le Parti si consulteranno quando, secondo il giudizio di una di esse, ritengano che sia minacciata l’integrita’ territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una di esse”.

Dunque, la Turchia ritiene che l’incidente non sia “casuale” e che la Difesa Aerea Siriana abbia abbattuto l’aereo Turco pur sapendo che questo si trovasse nelle acque internazionali e senza che lo stesso avesse avuto comportamenti minacciosi. Per il Ministro degli esteri Turco, Ahmet Davutoglu, l’aereo stava effettuando una normale missione, un’esercitazione, di fatto l’aereo non era armato e che non appena il pilota si e’ reso conto di aver superato le acque internazionali e’ immediatamente rientrato.

A testimonianza di questo, il governo Turco dichiara che l’aereo si trovava a 13 miglia nautiche quando e’ stato colpito e che attualmente si trova ad una profondita’ di circa 1.300 metri. Le acque internazionali si estendono fino a 12 miglia nautiche.

Per le Autorita’ Siriane, invece, l’aereo volava ad altissima velocita’, a bassissima quota e si trovava a circa 1 chilometro dalle coste, quindi in territorio Siriano. Considerato “sconosciuto”, il sistema di Difesa Aerea lo ha ingaggiato e abbattuto quando lo stesso si trovava a circa 10 chilometri dal villaggio di Om al-Tuyour, a largo delle coste della provincia di Latakia.

Se fosse vero quanto affermato dalla Siria, ci troveremmo di fronte a quello che per i controaerei e’ il classico “pop-up”, cioe’ un aereo che appare improvvisamente sugli schermi radar, vola a forte velocita’ e quota bassissima, e naturalmente, non risponde all’interrogazione elettronica.

Vale la pena ricordare che l’articolo 4 potrebbe sfociare nell’applicazione dell’articolo 5 che dice: “Le Parti convengono che un attaco armato contro uno o piu’ dei Paesi membri, in Europa o nel Nord America, constituira’ un attacco verso tutte e, di conseguenza, convengono che, se tale attacco dovesse verificarsi, cascun Paese, nell’esercizio del dirittto di legittima difesa individuale o collettiva riconosciuto dall’articolo 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assistera’ la parte o le parti attaccate, intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione ritenuta necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantrenere la sicurezza nella regione del Nord Atlantico”.

Le misure che quindi la NATO adottera’ nella riunione di domani saranno di fondamentale importanza in quanto potrebbero portare ad un intervento anche militare contro la Siria. Molto probbilmente verra’ emesso un comunicato in cui l’incidente verra’ duramente condannato e si chiedera’ alle Nazioni Unite di predere provvedimenti.

D’altronde,  il Ministro degli Esteri Britannico, William Hague, ha defito le azioni Siriane “oltraggiose” e ha sottolineato come “il regime Siriano stia mantenendo comportamenti ben oltre l’accettabile che saranno tenuti in debito conto e la Gran Bretagna e’ pronta a sostenere forti azioni presso il Consiglio di Sicurezza dell’ONU”.

di Vito Di Ventura

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  • Pierpaolo

    Il ministro Terzi va abbattuto immediatamente. Svolazza troppo nei cieli NATO e va tirato giù.
    Se occorre, anche Monti e Di Paola.

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