20
June , 2013
Thursday
 

E’ finita con la grande commozione di Doc Rivers la straordinaria epopea dei Big Three in quella che, molto probabilmente, è stata la loro ultima occasione di centrare le finali NBA. Boston è uscita sconfitta da una spettacolare gara 7 condotta per larghi e decisa nell’ultimo quarto dai canestri di Lebron James, Dwayne Wade e Chris Bosh.

 Si chiude così un’era della gloriosa storia dei Celtics. Tutto iniziò con la firma di Kevin Garnett e di Ray Allen nell’estate del 2007 che si unirono a Paul Pierce per formare quelli che furono ribattezzati i Big Three. Da allora Boston ha ottenuto un record di 54 vittorie e 39 sconfitte nei playoff (11 serie vinte, 4 perse, 2 presenze alle finali NBA) con l’apice toccato nel 2008 con il titolo contro i Los Angeles Lakers.

Ora la non più giovane età di questi grandi giocatori, i problemi fisici e alcuni contratti in scadenza mettono un grosso punto interrogativo sul futuro dei Celtics. Da dove dovrà ripartire il gm Danny Ainge per ricostruire una squadra competitiva magari a partire già dalla prossima stagione?
 
Rajon Rondo, presumibilmente sarà il punto fermo dal quale bisognerà ripartire. L’ex Kentucky ha giocato un’altra grande stagione, mettendo in mostra miglioramenti in ogni aspetto del suo gioco, dal tiro in sospensione (da sempre suo grande punto debole), alla visione di gioco fino ad arrivare alla grande leadership messa in campo. E’ un vincente ed uno dei migliori playmaker della lega.
 
Paul Pierce è ancora sotto contratto e la sua maglia pronta ad essere ritirata nel momento in cui appenderà le scarpe al chiodo, ma non è da escludere che Ainge possa cederlo in cambio magari di una buona scelta al draft futuro. Tuttavia è decisamente più probabile che The Truth rimanga un Celtic sino a fine carriera.
 
Ray Allen e Kevin Garnett hanno il contratto in scadenza quest’estate. Allen sembra essere l’indiziato numero uno per testare la free agency e cambiare aria mentre Garnett potrebbe rinnovare o, in alternativa, cambiare squadra passando per una sign-and-trade.
I Celtics dispongono già di una linea giovane sulla quale poter fare affidamento. Il rookie Avery Bradley ha dimostrato di poterci stare a questi livelli e la sua assenza, specialmente in difesa su Wade, si è fatta sentire nella serie con gli Heat. JaJuan Johnson non ha avuto molto spazio quest’anno ma, in caso di partenza di Allen, potrebbe guadagnarsi il posto di riserva di Bradley.
Nel settore dei lunghi bisognerà lavorare sul rinnovo di Brandon Bass, rivelatosi il miglior acquisto dei Celtis nel mercato estivo dopo lo scambio con Glenn Davis. Anche Mikael Pietrus ha fornito un buon rendimento difensivo e offensivo quando è stato chiamato in causa e potrebbe essere riconfermato.
Inoltre, nella prossima stagione, Boston potrebbe vedersi rientrare nelle rotazioni due giocatori preziosi come Jeff Green e Chris Wilcox. Green ha saltato l’intera stagione 2011-12 per i noti problemi al cuore ma rappresenta un giovane di sicuro talento, soprattutto offensivo.
 
“Questo gruppo ha riscritto la definizione di squadra” ha detto coach Rivers nel post gara 7. Starà ad Ainge attuare le mosse giuste sul mercato per confermare Boston ai vertici della NBA. La strada sarà lunga e tortuosa…

di Andrea Centenari
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(giugno - 11 - 2012)

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