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L’Irlanda vota a favore del patto fiscale

By   /   1 Giugno 2012  /   Commenti disabilitati su L’Irlanda vota a favore del patto fiscale

Con un margine di 300 mila voti, per un totale di 955,091 favorevoli e 629,088 contrari, i SI hanno vinto il Referendum indetto per il Patto di stabilità della Comunità Europea. L’Irlanda ha quindi approvato.

L’affluenza alle urne è stata superiore al 60% (circa 3 milioni di cittadini sono andati alle urne). Se avessero vinto i “NO” non avrebbe bloccato il patto di stabilità, ma avrebbe impedito all’Irlanda di accedere ai fondi della Comunità quando nel 2013 scadrà il suo salvataggio finanziario (bailout). Infatti, nel 2010 il Paese, come la Grecia quest’anno, ha ricevuto fondi Europei e dell’IMF per circa 85 miliardi di Euro, dopo che le banche furono schiacciate dai debiti.

Per il Primo Ministro, Enda Kenny, con questo voto “l’Irlanda ha inviato un messaggio forte e che il Paese intende impegnarsi per superare le difficoltà economiche. L’Irlanda sta lavorando con l’EU per la crescita nell’eurozona. Lo sviluppo della situazione bancaria in Europa necessita di una soluzione globale e il debito delle banche Irlandesi deve essere parte di questa soluzione”.

Questo voto non risolverà i problemi del Paese ma “è stata posta una delle tante pietre che compongono le fondamenta”, necessarie per assicurare un futuro stabile dell’economa Irlandese. L’adesione al patto significa favorire gli investimenti e creare nuovi posti di lavoro e, se necessario, accedere ai fondi del Meccanismo di Stabilità Europeo”.

Per il “SI” si sono schierati i partiti della maggioranza, il Fine Gael, Laburisti e Fianna Fail, mentre per il “NO” c’erano il Sinn Fein e i Socialisti.    
 
Il Patto di Stabilità, non accettato dalla Gran Bretagna e dalla Repubblica Ceca, consente ai membri della Comunità di coordinare le politiche finanziarie e imporre penalità a coloro che infrangono le regole. Si tratta di un accordo intergovernativo che legalmente lega coloro che lo hanno sottoscritto. Il Patto di Stabilità dovrà essere approvato da almeno 12 dei 17 Paesi dell’Eurozona, ma l’Irlanda è stata l’unica che ha indetto un referendum popolare.

di Vito Di Ventura

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