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Fumetto e crisi. Intervista a Loredana de la Pulce fumetti

By   /   27 maggio 2012  /   2 Comments

Questa serie di articoli cercherà, tramite delle interviste, di aprirci gli occhi su cosa sia il mercato fumettistico attualmente in Italia e come viene influenzato dalla crisi economica globale.
Le interviste saranno 3. Un giovane autore, un addetto ai lavori \collaboratore di una casa editrice ed infine il proprietario di una fumetteria.

Presentati ad i lettori di Italnews.info
Ciao a tutti. Mi chiamo Loredana Pironti, ho 43 anni, e gestisco la fumetteria LA PULCE dal 1993, dopo aver lavorato per diverso tempo nella cartolibreria di famiglia.  Al giro di boa dei 20 anni di attività, penso di poter dire di aver trovato la mia strada. Almeno fino al giorno in cui partirò per un viaggio intorno al  mondo ad oltranza, con una barca a vela veramente seria ed il giusto vento sempre al mio fianco.

Anche se, la sfida di riuscire ad emergere in questo paese risulta ancora assai allettante..
Un’altra cosa: Non amo assolutamente l’utilizzo del sarcasmo…

Cosa ti ha portato ad interessarti dei fumetti?
Devo ammettere di non essere mai stata un’appassionata di fumetti. Allo stesso modo di mio fratello, Alberto, anche lui proprietario di un’attività uguale. Il cultore di casa, per questo genere di cose, era mio padre, un uomo intelligente e determinato. È stato uno dei primi ad aprire una fumetteria a Roma, più di 30 anni fa, coinvolgendo entrambi i figli in un lavoro sul quale non avrebbe scommesso quasi nessuno. E così, partendo da un locale piccino piccino e, dopo vari traslochi, sono arrivata (posso tranquillamente dire, con le mie sole forze) a condurre un giocattolo di 130 mq (a breve), una delle realtà storiche più importanti di Roma, per questo settore.

Qual’ è stato il tuo contributo al mondo del fumetto? Questa tua attività ti ha appagato e continua a darti soddisfazioni?
È un dato di fatto che io sia riuscita a creare, in una zona di periferia, un punto fermo  per i tanti amanti di fumetti, gadget, ecc. ecc., un tempo costretti a spostarsi in altre zone di Roma per trovare l’oggetto del loro interesse. Quindi ho la consapevolezza di aver saputo eccellere in un mondo prettamente maschile. Il mio apporto al mondo del fumetto si riassume in due parole: IMPEGNO E DEDIZIONE.  Papà sarebbe contento di me.

Il fumetto viene dichiarato in stato di crisi da almeno 10 anni eppure non mi sembra che ci siano stati stravolgimenti epocali. Cosa ne pensi?
Crisi del fumetto? E dove? In media, escono 70/80 prodotti nuovi OGNI SETTIMANA. E il numero delle novità continua ad aumentare. Forse parli di crisi della qualità dei prodotti o dei racconti? Crisi conseguente nell’interesse dei lettori?  Io vedo solo la crisi economica generale, che ci accompagna da talmente tanto tempo da esser divenuta un elemento culturale italiano. Per i più giovani è come l’iPod: è una cosa normale.
Per quanto mi riguarda, tenendo sempre bene a mente l’appoggio iniziale ricevuto dalla mia famiglia e la giusta dose di fortuna, che non guasta mai,  ho sempre cercato di diversificare la proposta di articoli: action figure, dvd, poster, gadget vari, magliette, cosplay, un reparto dell’usato ben funzionante e chiaramente una quantità impressionante di fumetti, novità, arretrati  e servizi. A questo ho legato, già da alcuni anni, un sito internet sempre in evoluzione: vedrete le sorprese dei prossimi mesi.   www.lapulcefumetti.it

Parliamo di editori. Secondo te sono un’opportunità di lavoro oppure sarebbe meglio tentare il mercato delle autoproduzioni o addirittura dei web comics?
Preferirei parlare di autori e di storie, se ci fosse il tempo. Questa domanda dovresti rivolgerla ad un edicolante, probabilmente. Lui è il vero oggetto del desiderio di ogni editore, per quanto riguarda il settore della vendita diretta al pubblico. Fino ad ora, almeno. Vediamo che diffusione avranno i web comics. Per quanto mi riguarda: WEB COMIC, LA PULCE NON TI TEME. Le innovazioni sono inevitabili. Mi adatterò come ho sempre fatto, le idee non mi mancano.

Le fumetterie sono da considerare il futuro del fumetto o la loro tomba editoriale?
Ti rispondo a questa domanda, sottolineando che un grosso editore, società per azioni, da poco lanciatosi nel mercato dei fumetti digitali, ha contemporaneamente annunciato l’apertura del suo primo store ufficiale (se non sbaglio, proprio in questi giorni). È chiaro che ha intenzione di continuare ad investire nel cartaceo, con buona pace di tutti. In caso contrario auguro alla totalità delle case editrici di avere sempre dei prodotti validi da vendere, che gli basti internet e le fiere per diffondere le storie meno meritevoli e che non necessitino più di quel genere di contatto diretto con il pubblico che solo un negozio aperto tutti i giorni e radicato nel territorio può dare.

La distribuzione dei fumetti. Un meccanismo da rimodernare oppure da rivedere completamente?
Argomento moooooolto delicato. Considerati i problemi che ho TUTTI I GIORNI in relazione a questa materia, mi sento giustificata a risponderti come segue (non me ne voglia nessuno). Parlando di canale distributivo che parte da un editore ed arriva fino al lettore: qualche tempo fa mi è capitato di incontrare un vecchio compagno delle scuole superiori. Ben felice, mi racconta:  -  vi riporto il tutto nella sua parlata romana originale, per rendere meglio il concetto – “mo sso a lavorà come usciere ar ministero de %&$é§LK. Pio n’ sacco de sordi pe n’ fa’  n’ c…o”.  Con orgoglio, mi ha parlato del poco impegno e della mancanza quasi totale di responsabilità della sua occupazione.
Di questo incontro ho ben in mente l’assenza, nella folta chioma del mio amico, di capelli bianchi e ricordo il pizzico di invidia che ho provato verso qualcuno impossibilitato, attraverso il suo lavoro, a causare problemi ad altri. Detto questo, di ministeri o di uffici pubblici bisognosi di uscieri ce sono tanti…

Se il fumetto è malato quale potrebbe essere la cura?
Anche in questo caso ti rispondo, giustamente, con il punto di vista di un negoziante. Ma sicuramente potresti adattare il messaggio ad ogni situazione produttiva: un mio dipendente, una volta, mi ha detto che non essendo io un’appassionata di questo ambiente ho un approccio esclusivamente lavorativo e distaccato. La mia voglia di fare e di andare avanti è minata solamente dai problemi derivanti dall’incapacità altrui; ma è comunque sempre costante ed invariata. Al contrario, la quasi totalità delle persone che lavora nel settore ha avuto inizialmente un approccio entusiasta verso un forte interesse, con la speranza di farne il lavoro della vita. Purtroppo e come spesso accade, il lavoro ha preso il sopravvento e la vecchia passione si è affievolita. Come? Delusione? Io non ho usato la parola delusione. Sarà stato il giusto vento…

Grazie per la disponibilità.
Grazie a voi per la considerazione, e grazie alla mia famiglia.
La storia dell’usciere è assolutamente vera.

Di Ruffino Renato Umberto

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    Loredana sei proprio bona hai 43 anni e hai un fisico di una ragazza di 20 anni,
    complimenti
    ^__^

  • Settesamurai

    Loredana sei una cannonata;-)
    Carmelo

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