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Siria. Ad Aleppo in migliaia scendono in piazza per protestare

By   /   18 Maggio 2012  /   Commenti disabilitati su Siria. Ad Aleppo in migliaia scendono in piazza per protestare

Nel 62esimo venerdi di protesta, migliaia di persone si sono riversate oggi sulle strade di Aleppo, la seconda città Siriana, dando vita alla più imponente protesta finora svolta contro il regime e per esprimere solidarietà agli studenti della locale Università che due settimane fa sono stati vittime di un attacco delle forze di sicurezza contro il loro campus. Attacco che è costato la vita a quattro studenti.

La polizia ha anche fatto uso di gas lacrimogeni e di armi da fuoco per disperdere la folla, senza risultati. Finora le proteste non avevano toccato Aleppo che era rimasta fedele al governo del Presidente Bashar al-Assad, da quando, nel marzo del 2011, sono iniziate le proteste. Secondo gli esperti la tenuta di Aleppo è fondamentale per il Presidente Assad.

Intanto, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha dichiarato che gli attacchi suicidi, condotti lo scorso 10 maggio in Damasco, non possono che essere stati che opera dei militanti islamici di al-Qaeda. Ban Ki-moon ha anche aggiunto che il numero delle vittime, causate della guerra civile in Siria, è salito a 10.000.

Secondo gli attivisti ieri ci sono state proteste in Damasco, Homs e Idlib. Di contro la TV di stato ha trasmesso le immagini di un sventato attacco terroristico che le forze governative hanno compiuto nella provincia di Deir Ezzori. I terroristi intendevano far esplodere  un’auto con dentro circa 600 kg di esplosivo.

Il corteo è stato ripreso dagli stessi attivisti che lo hanno trasmesso in Internet, via streaming. Nel video si vedevano e udivano i manifestanti che indirizzavano slogan contro Assad e il suo governo.  Su YouTube una clip mostra gli studenti che si arrampicano su un veicolo delle Nazioni Unite e una voce di sottofondo che grida in Inglese “l’università della rivoluzione”. In un altro filmato, sempre su YouTube, è stata ripresa la scena di alcuni uomini armati di bastoni che picchiano un dimostrante.

Le Nazioni Unite e la Lega Araba hanno inviato circa 260 osservatori disarmati in Siria, per monitorare il cessate il fuoco, che ovviamente è stato disatteso. Il Segretario Generale ha detto che il loro dispiegamento ha “in qualche modo smorzato gli effetti” della violenza, ma non abbastanza da fermarla.

La scorsa settimana la doppia esplosione in Damasco ha provocato la morte di 52 persone e il ferimento di almeno 375. Secondo il governo Siriano si è trattato di “terroristi stranieri” che fomentano la rivoluzione e, a testimonianza, la scorsa settimana Damasco ha inviato alle Nazioni Unite una lista contenente i nomi di 26 persone  arrestate, di cui molte di loro appartenenti ad al-Qaeda.

di Vito Di Ventura

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