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La terza stella juventina, la vecchia guardia rossonera e Alex Del Piero

By   /   12 Maggio 2012  /   Commenti disabilitati su La terza stella juventina, la vecchia guardia rossonera e Alex Del Piero

Diversi nella loro essenza, ma ugualmente importanti agli occhi dei tifosi. Sono i simboli. Possono essere in carne e ossa. Oppure di materia molto meno nobile. La sostanza non cambia. Hanno la capacità di rappresentare.

Nesta, Gattuso, Zambrotta, Inzaghi, Seedorf e Nesta sono simboli di un’epoca ricca di successi. Il loro Milan, quello delle tre finali di Champions League con Ancelotti in panchina, domani pomeriggio vivrà l’ultimo atto di una lunghissima storia. A luglio, quando Allegri radunerà la squadra per preparare la prossima stagione, la loro assenza sarà ingombrante. Rimarrà il solo Ambrosini a incarnare quello spirito vincente che negli anni è stato fondamentale. Mai, durante l’era Berlusconi, era avvenuta una rivoluzione simile. Quando terminò il ciclo degli Invincibili la presenza di Maldini e Costacurta assicurò continuità e permise che un’eredità, fatta di mentalità vincente e cultura del lavoro, non andasse dispersa.

Per alcuni sarà un’arrivederci, Gattuso ha promesso che tornerà. Rino vorrebbe chiudere in Scozia, nei Glascow Rangers, ma la difficile situazione economica dei Gers rende improbabile il trasferimento. Nesta ha scelto gli Stati Uniti per provare un calcio meno stressante e capace, grazie ai dollari, di far presa su campioni come Henry e Beckmam. Seedorf è pronto a varcare l’Oceano, in Brasile lo attende il Botafogo.

La “fuga dei campioni” era iniziata lo scorso anno quando Pirlo decise di varcare il Rubicone. Per il regista nessun prepensionamento dorato, ma una bellissima sfida professionale: dimostrare di essere ancora un giocatore decisivo in un grande club. Dodici mesi dopo Pirlo ha guidato la Juve allo scudetto, lasciando nell’ambiente rossonero tantissimi rimpianti.

Non è ancora diventato un simbolo a Torino, ma nella Capitale Sabauda, in questi giorni, tiene banco un’altra delicata questione: quella della terza stella.

Anche questo è un simbolo, rivendicato con orgoglio. Le sentenze passate in giudicato hanno scritto una storia diversa ma, nei giorni di festa, tifosi e i giocatori la rivendicano, in nome di scudetti vinti sul campo (ma fuori che succedeva?).

Sullo sfondo, con la solita classe, c’è Del Piero. Il capitano domani si godrà l’ultima passerella davanti ai suoi tifosi. Loro lo hanno sempre amato, sostenuto, acclamato. Hanno sofferto quando Conte gli preferiva Matri e Borriello. Hanno gioito come non mai per quella punizione contro la Lazio. Domani avranno il magone. Sarà un saluto lungo 90 minuti. Agnelli, colui che passerà alla storia per aver separato un connubio indivisibile, avrebbe voluto dedicargli una partita d’addio, con tutti gli onori che si riservano a calciatori pronti ad appendere le scarpette al chiodo. Alex ha declinato l’invito. Si sente ancora vivo; per diventare un’ex c’è tempo. Per il momento si accontenta di essere un simbolo.

di Luca Paradiso

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