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L’incognita Francois Hollande

By   /   8 Maggio 2012  /   Commenti disabilitati su L’incognita Francois Hollande

Dopo 31 anni l’elezione a Presidente Francese di un socialista, Francois Hollande, introduce alcuni motivi di riflessione non solo in Europa ma anche al di là dell’Atlantico.

In campagna elettorale in neo Presidente ha promesso di rinegoziare gli accordi dell’eurozona in termini fiscali incentrandoli sulla crescita, di tassare i super ricchi al 75%, di ridurre l’età pensionabile da 62 a 60 anni e di creare 60 mila nuovi posti di lavoro per gli insegnanti.

Tutti temi di politica interna, mentre ora, nell’immediato, subito dopo l’insediamento il giorno 15 maggio, si trova ad affrontare importanti eventi di politica estera: il G8 a Camp David (18 e 19 maggio), nel Maryland, il summit della NATO (20 e 21 maggio) a Chicago, a seguire il G-20 in Città del  Messico e il Consiglio Europeo in Bruxelles in giugno.

E sempre in politica estera il nuovo Presidente sarà chiamato a confermare o revocare alcune scelte del suo predecessore, Nicolas Sarkozy, quali: la permanenza delle truppe francesi in Afghanistan, di cui era in qualche modo previsto il ritiro entro il 2013; la decisione presa nel 2009 di porre le forze francesi sotto comando NATO; l’opposizione all’ingresso della Turchia in Europa e la questione relativa al genocidio degli Armeni; le dure posizioni contro la Siria e la questione nucleare Iraniana; e, soprattutto, il ruolo di grande sostegno degli Stati Uniti, se non addirittura di promotore come in occasione della guerra in Libia.

Holland ha capitalizzato l’ondata di impopolarità di Sarkozy dovuta alla crisi economica, adesso si trova a dover tradurre in pratica le promesse elettorali e affrontare i grandi temi della politica estera. Di norma si dice che un governo si giudica dai suoi primi cento giorni di vita, in questo caso forse saranno le prime cento ore, i cui risultati si vedranno alle prossime elezioni di giugno.

Intanto la sua elezione ha portato una ventata di entusiasmo e di speranza in molti giovani in tutta Europa, non solo in Francia, e questo è già molto.

di Vito Di Ventura

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