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Siria. Oltre 70 morti ad Hama

By   /   26 Aprile 2012  /   Commenti disabilitati su Siria. Oltre 70 morti ad Hama

Sono oltre 70 le vittime di una violenta esplosione nel quartiere di Masha at-Tayyar a sud di Hama. Secondo la stampa Siriana l’esplosione è stata causata dai terroristi mentre preparavano una bomba, mentre per i ribelli si è trattato di un missile Scud.

Nonostante la presenza degli inviati dell’ONU e nonostante gli accordi di un cessate il fuoco proposto sia dalla Lega Araba che dalle Nazioni Unite, le violenze continuano in tutto il Paese.

Un video messo su internet dagli attivisti mostra scene di devastazione con corpi che vengono estratti dalle macerie. Il livello di devastazione è tale che è difficile che i danni siano stati provocati da esplosivo comune. Comunque, non è possibile verificare in quanto non è concesso ai giornalisti stranieri ancora presenti in Siria di recarsi sul posto.

Intanto è apparso un altro video in cui un uomo viene sepolto vivo dalle forze di sicurezza che maledicendolo lo accusano di vendere materiale alle stazioni televisive. Anche questa autenticità non può essere confermata.

La Francia ha chiesto che il Consiglio di Sicurezza consideri l’opzione dell’uso della forza qualora la missione di Kofi Annan dovesse fallire e Damasco continui a mantenere le truppe e l’artiglieria pesante nelle città.

Martedì scorso, Annan ha riferito al Consiglio di Sicurezza che le forze siriane non solo non si sono ritirate dai centri abitati, ma ha condannato il comportamento, ritenuto “completamente inaccettabile e deprecabile”, dei militari che sono rientrati nella città di Hama non appena gli osservatori erano andati via, dando vita ad esecuzioni sommarie e ogni forma di violenza contro coloro che avevano parlato con gli osservatori.

Adesso in Hama sono ritornati 2 osservatori che in qualità di un team “avanzato” per organizzare l’arrivo dei 300 che l’ONU vorrebbe inviare. La Siria tuttavia ha già fatto sapere che non accetterà osservatori dei Paesi che si sono dichiarati “Amici della Siria Democratica”.

Secondo le Nazioni Unite, dall’inizio dei disordini, marzo 2011, sono morte circa 9.000 persone, mentre per il governo Siriano i morti sarebbero 3.838, si cui 2,493 civili e 1.345 delle forze di sicurezza.

di Vito Di Ventura

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