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India. Un ingegnere donna artefice del successo del missile balistico Agni-V

By   /   20 Aprile 2012  /   1 Comment

A pochi giorni del fallimento del lancio del missile Nordcoreano, l’India ha lanciato ieri con successo il suo missile strategico con capacità nucleare, Agni-V, senza tuttavia provocare condanne da parte della comunità internazionale ed entrando di diritto nel “club” composto da Stati Uniti, Cina, Russia, Gran Bretagna e Francia.  

Artefice del successo è una donna, Tessy Thomas, uno scienziato del Defence Research and Development Organisation (DRDO – Centro di Ricerca e Sviluppo della Difesa) che ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo del missile balistico. Per questo, i media l’hanno già soprannominata “Agniputri”, “donna missile”.

L’Agni-V è l’ultima versione della famiglia di missili balistici. Il suo raggio d’azione supera i 5 mila chilometri, ha una capacità di carico di una tonnellata e può montare una testata convenzionale o nucleare. Il missile, lanciato da un isola al largo di Orissa, ha raggiunto la quota di crociera di circa 700 chilometri, mantenendosi lungo la traiettoria stabilita. Il sistema dovrebbe diventare operativo entro il 2014.

In un ambiente dominato dagli uomini, la Thomas è una delle pochissime donne al mondo che lavorano in campo missilistico, anche se a suo dire  “non ci sono discriminazioni di genere nel mondo scientifico e tecnologico. Se sei brava automaticamente viene apprezzata”.

La Signora Thomas ha 49 anni e dal 1988 lavora presso il DRDO. Di religione cattolica, è nata da padre commerciante e madre casalinga, ad Alleppey, nello stato di Kerala. Sin da bambina è rimasta affascinata dai lanci di razzi e missili della vicina stazione di lancio. Dopo le scuole e il collegio a Kerala, all’età di 20 anni, per frequentare un master proprio nella “guida missili”, si è trasferita a Pune dove ha incontrato il futuro marito, Saroj Kumar, ora Ammiraglio della Marina Indiana.

Per lo sviluppo dell’Agni-V, la Thomas dice di essere stata aiutata molto dal marito e dal figlio, Tejas, studente in ingegneria che ha partecipato allo sviluppo di un aereo leggero da combattimento, finanziato dal DRDO.

Per la Thomas i missili non sono semplicemente delle armi di distruzione di massa, ma “armi di pace”, in quanto efficaci deterrenti nei confronti della guerra. Per lei la cosa più difficile è stata conciliare il lavoro con la famiglia. Ruolo che le è stato confermato nel riconoscimento conferitole nel 2008 dall’Associazione delle Donne Indiane Scienziate. Nella menzione è, tra l’altro, scritto “…come molte donne anche lei deve dividersi tra lavoro e carriera, tra essere madre e scienziata. Riteniamo che la Tomas sia un modello cui ispirarsi per molte donne che vogliono raggiungere il sogno di poter avere la possibilità di svolgere al meglio entrambi i ruoli”.

Lo scorso anno tre donne scienziate hanno vinto il “Shanti Swaruo Bhatnagar”, il massimo premio Indiano per la scienza. In passato, dal 1958 al 2010, solo ad 11 donne era toccato tale prestigiosissimo riconoscimento.

di Vito Di Ventura

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1 Comment

  1. Pasqualino Piancazzo ha detto:

    Complimenti vivissimi,  per tutto quello che ci fai leggere su face book, sono tutti argomenti molto interessanti ed istruttivi. Grazie per tutto quello che fai. Saluti Pasqualino Piancazzo

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