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Afghanistan. Australia tutti a casa prima del previsto

By   /   17 Aprile 2012  /   Commenti disabilitati su Afghanistan. Australia tutti a casa prima del previsto

Lo ho detto il Primo Ministro, Julia Gillard, che il ritiro delle truppe australiane inizierà già a partire da quest’anno e si concluderà nel 2013, con un anno di anticipo su quanto inizialmente concordato, cioè entro il 2014.

L’annuncio è stato dato durante un discorso a Canberra, presso l’Istituto Australiano di Politica Strategica, due giorni dopo l’attacco dei militanti Talebani a Kabul, che ha provocato la morte di 50 persone, e un mese prima della conferenza della NATO sull’Afghanistan, che in programma a Chicago il 21 maggio prossimo.

Attacco che per il Presidente Hamid Karzai è stato un fallimento dei servizi di intelligence della NATO che non lo hanno saputo prevedere e prevenire.

Il processo di cessione di responsabilità dalla NATO alle truppe e alle forze di polizia Afghane ha già avuto inizio e alcune aree strategiche sono nelle mani degli Afghani, che hanno trasferito le loro truppe.

La presenza della NATO è al momento intorno ai 130 mila uomini, provenienti da 50 nazioni, che costituiscono la International Security and Assistance Force (ISAF).

L’Australia, da parte sua, ha in Afghanistan circa 1,600 militari, principalmente nella zona di Uruzgan, ed il contributo di sangue versato è stato, dal 2011, di 32 soldati. Il Primo Ministro Australiano ha anche aggiunto che  le truppe Australiane inizieranno il ritiro non appena gli Afghani prenderanno il controllo della loro provincia, augurandosi che avvenga nei “prossimi mesi”. Dopodiché, il completamento del rimpatrio potrebbe avvenire in 12-18 mesi.

Quando sarà completato, l’impegno Australiano in Afghanistan sarà completamente diverso da quello odierno”, ha detto la Signora Gillard. In pratica, l’Australia continuerà a versare un contributo per il mantenimento delle forze internazionali e per finanziare l’addestramento di quelle Afghane anche dopo il 2014.

Naturalmente, come in tutte le cose c’è il risvolto politico. Il prossimo anno in Australia si voterà per le elezioni del nuovo governo e l’opposizione, il partito Laburista, ritiene che la mossa della Gillard sia mirata ad acquisire consensi.

di Vito Di Ventura

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