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VI Summit degli Stati Americani in Colombia

By   /   12 Aprile 2012  /   Commenti disabilitati su VI Summit degli Stati Americani in Colombia

Il 14 e 15 aprile prossimo, 34 capi di Stato e di Governo dell’Emisfero Occidentale si riuniranno in Cartagena, Colombia, nel VI Summit che avrà come tema principale “Unione delle Americhe: Partner per la prosperità”.

In particolare, si tratterà del ruolo dell’integrazione e della cooperazione regionale come mezzo per incrementare lo sviluppo e superare le sfide in diverse aree critiche, tra cui la povertà, le disuguaglianze, la sicurezza pubblica, le calamità naturali e l’accesso alle tecnologie.

Il summit, che si tiene ogni tre anni, offre ai paesi l’opportunità di definire un programma comune per affrontare i disaggi più urgenti e proporre i cambiamenti necessari.

Quest’anno, il vertice è ospitato dalla Colombia che preside anche il Gruppo di Revisione per la Realizzazione del Summit (SIRG – Summit Implementation Review Group). Il SIRG è composto dai rappresentanti dei 34 Stati membri che si incontrano per redigere il testo del documento finale che sarà approvato e firmato dai leader.

Il Presidente Colombiano, Juan Manuel Santos si trova ad affrontare un bel dilemma. Da un lato c’è la sua voglia di conquistare la leadership regionale e dall’altra, da fedele alleato degli Stati Uniti, deve fronteggiare il veto posto da Barack Obama alla partecipazione di Cuba. Per questo, il mese scorso, si è recato all’Avana dove Raul Castro lo ha rassicurato che non avrebbe preso parte né insistito per ricevere l’invito. “Senza Barack Obama non c’è Summit”, ha detto, scherzando, Raul. 

In merito all’esclusione di Cuba, il Brasile ha già annunciato che non parteciperà ad altri summit senza la partecipazione di  Cuba, mentre il Presidente dell’Ecuador sarà l’unico capo di Stato a non partecipare, proprio per via di questa esclusione.

Il leader Colombiano, 60 anni, ha la reputazione di essere un diplomatico scaltro e persona di potere in ascesa. Sin dalla sua elezione nel 2000, Santos ha allacciato relazioni con il Venezuela e l’Ecuador, ha appoggiato il ritorno al potere in Honduras del Presidente Manuel Zelaya, inviato esperti della lotta al narcotraffico per addestrare i Messicani ed ha offerto un aiuto simile ai paesi dell’America Centrale.

Santos ha aperto la Colombia agli investimenti Cinesi, pur rimanendo leale degli Stati Uniti. Laureato all’Università del Kansas, figlio di una delle più influenti famiglie Colombiane, è da più parti ritenuto l’erede di Luiz Inacio Lula da Silva, l’ex Presidente Brasiliano, in termini di influenza personale e politica nella regione. Posto cui la Dilma Rousseff, succeduta a Lula, non aspira in quanto più rivolta a curare gli interessi interni del suo Paese.

In un’intervista al “El Tiempo” di Bogota, Santos ha dichiarato che cercherà di persuadere Obama ad accettare la presenza di Cuba e quindi di porre fine all’embargo al Paese comunista. Ciò potrebbe, di conseguenza, influire sui rapporti con i ribelli comunisti del FARC.

Intanto, i successi ottenuti contro il cartello del narcotraffico, con l’uccisione di 2 capi del FARC, hanno reso la Colombia un Paese più sicuro, al punto che il Presidente Obama soggiornerà per 2 notti, cosa che nessun Presidente Americano ha mai fatto prima.

di Vito Di Ventura

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