21
May , 2013
Tuesday
 

Sono passati dieci anni dal crollo delle Torri Gemelle a seguito di un attentato di Al Qaeda, che costò la vita a 2976 persone a New York, Washington e sul prato di Shanksville in Pennsylvania, ora gli Usa si apprestano a processare i terroristi accusati dell’attentato.

E’ arrivato il via libera dall’amministrazione Obama al processo militare nella base di Guantanamo, luogo dove, Khalid Sheik Mohammed, ideatore degli attentati con gli aerei dirottati, del nipote pachistano Ali Abdul Aziz Ali, degli yemeniti Ramzi Binalshibh e Walid bin Attash e del saudita Mustafa al-Hawsawi, sono detenuti.

L’annuncio della decisione è stato dato ieri dal Pentagono, una notizia attesa da tantissimi americani. Ricordiamo che l’attuale presidente Obama, durante la campagna elettorale del 2008 si era impegnato a chiudere Guantanamo, cosa che non fece dopo la sua elezione, spiegando agli americani l’impossibilità di farlo a causa dell’opposizione del Congresso al trasferimento degli ultimi detenuti in carceri sul territorio americano.

Un altro tentativo fu fatto nel 2010, chiedendo questa volta di far svolgere i processi ai responsabili dell’11 settembre davanti a tribunali civili negli Stati Uniti ma anche in questo caso il veto del Congresso fu negativo, spinto anche dalle pressioni dei militari e della comunità dell’intelligence, oltre ai cittadini, che per motivi di sicurezza non avrebbero mai accettato il processo in un tribunale civile.

Dopo tutti i fallimenti ieri la decisione, il processo sarà celebrato a Guantanamo, come deciso dall’allora presidente Bush, quindi fra trenta giorni inizierà il processo nella base militare Usa sull’isola di Cuba e, poiché per i cinque terroristi è stata chiesta la pena di morte, gli imputati rischiano la pena capitale. I cinque terroristi furono incarcerati nel 2006 in prigioni segrete della CIA e i codici militari impediscono di considerare prove le dichiarazioni fatte durante interrogatori svolti con la tecnica del “waterboarding”. I legali dei terroristi stanno preparando la difesa proprio sull’argomento della detenzione segreta, ritenendola illegittima tanto da viziare la legalità dell’intero procedimento.

Intanto Leon Panetta, responsabile della procura militare del Pentagono, sa bene che si troverà a dover difendere davanti ai giudici ed ai giurati le pratiche adottate dall’amministrazione Bush, per poter arrivare alla condanna degli imputati.

Come di consuetudine qualsiasi sarà il verdetto, ci saranno critiche a favore e contro la sentenza, resta, però l’amara verità che 2976 persone hanno perso la vita, e tante altre vivono con i ricordi di aver visto morire amici parenti e colleghi e questo non potrà essere cancellato da nessun tribunale o sentenza.

di Armida Tondo

(aprile - 5 - 2012)

  • Gaiabau

    e ancora credete che gli americani avrebbero sepolto osama bin laden in mare ????? ma x favore anche se lo avessero ammazzato lo avrebbero portato a New York e appeso a un palo in bella mostra x giorni

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