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Continua a bruciare la piattaforma petrolifera nel Mare del Nord

By   /   29 Marzo 2012  /   Commenti disabilitati su Continua a bruciare la piattaforma petrolifera nel Mare del Nord

Per il quinto giorno consecutivo brucia la piattaforma Elgin/Franklin, della compagnia Francese TOTAL, per l’estrazione del petrolio e del gas naturale nel Mare del Nord ed è solo grazie alle condizioni meteo e della direzione del vento che le fiamme non siano ancora entrate in contatto con la fuoriuscita del gas.

Le 238 persone a bordo della piattaforma, che si trova a 240 chilometri dalla città di Aberdeen e  dalle coste est della Scozia, sono state evacuate domenica e la compagnia ha approntato un mini sottomarino e due imbarcazioni antincendio. 

La piattaforma di Elgin/Franklin estrae al giorno circa 280.000 barili di greggio, 175.000 barili di gas condensato e 15,5 milioni di metri cubi di gas.

La Total ha fatto sapere che, pur essendo la fuoriuscita di gas un problema molto serio, che non accadeva da decina di anni nel Mare del Nord, la stessa non ha grandi impatti ambientali. Inoltre, ha escluso che vi possano essere rischi di esplosioni poiché il vento soffia in senso contrario alla perdita che si trova a soli 100 metri sotto il livello del mare.

La situazione è la stessa di ieri, la direzione del vento non è cambiata” così si è espresso il portavoce della Total, che continua a minimizzare l’accaduto. “Al momento, le fiamme non pongono alcun rischio perché la disposizione della piattaforma è stata studiata tenendo conto della direzione dei venti, facendo in modo che gli stessi non trasportino gas da una potenziale perdita, perciò la sorgente è posta in direzione opposta al vento. E questo è esattamente quello che sta avvenendo e le previsioni prevedono che il vento continui a soffiare in questa direzione”.

Un cordone luccicante di gas condensato si sviluppa per circa 11 chilometri nelle acque vicino alla fuoriuscita. Martedì scorso la Total ha chiesto l’intervento di una nave con un mini sommergibile, munito di telecamere per valutare la perdita dell’impianto, anche se per il momento non è ancora entrato in azione.

Ieri, invece, la nave Highland Fortress si è posizionata a circa 4 chilometri dalla piattaforma, insieme a 2 imbarcazioni attrezzate per l’antincendio.

La situazione è alquanto instabile e tutto dipende dalla direzione del vento. Se malauguratamente dovesse cambiare direzione si potrebbe sviluppare un disastro ambientale simile a quello provocato dall’incidente di Deepwater Horizon, nel Golfo del Messico. Anche lì, infatti, c’è stata una fuoriuscita di gas e la conseguente esplosione.

di Vito Di Ventura

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