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La FAO in aiuto del Sahel colpito dalla siccità

By   /   14 marzo 2012  /   Commenti disabilitati


Occorre intervenire e con urgenza in soccorso dei paesi del Sahel per scongiurare una crisi alimentare e nutrizionale di ampie proporzioni, e proteggere e ricostituire i mezzi di sussistenza delle comunità che dipendono dal bestiame e dall’agricoltura per la propria sopravvivenza, ha avvertito la FAO. Il territorio del Sahel si estende dall’Oceano Atlantico fino al Corno d’Africa, passando dagli stati dell’Africa Centro Settentrionale quali: Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger, Ciad, Senegal, Sudan, Eritrea ed è un’area ad alto tasso di desertificazione.

L’agenzia ONU ha lanciato un appello per un ulteriore finanziamento di almeno 69,8 milioni di dollari per fornire assistenza a circa 790.000 famiglie contadine vulnerabili intrappolate in un ciclo di crisi alimentari ricorrenti. Si calcola che siano almeno 15 milioni le persone a rischio fame nel Sahel, in parte anche a causa di cali localizzati, ma di notevole entità, della produzione agro-pastorale. Molti i fattori che hanno determinato la crisi incombente: la siccità, il brusco calo della produzione cerealicola e il rialzo dei prezzi, la scarsità di foraggio per il bestiame, una riduzione delle rimesse dall’estero da parte dei lavoratori emigrati, il degrado ambientale, le migrazioni e la povertà cronica aggravata da crisi ricorrenti.


Nel Sahel la produzione complessiva di cereali nel 2011 è stata in media il 25 % inferiore a quella del 2010, ma in Ciad e in Mauritania il calo è stato del 50 % rispetto all’anno precedente. In molti paesi vi è stato anche un massiccio, seppur localizzato, calo della produzione (sino all’80 %) secondo quanto riferisce il Food Crisis Prevention Network (RPCA) un forum di governi, donatori ed altre istituzioni che lavorano su questioni di sicurezza alimentare in Africa occidentale. E’ stato segnalato inoltre il notevole aumento di sfollati e rifugiati, tra cui circa 63.000 sfollati interni in Mali scappati a causa del conflitto in atto nel nord del paese, ed altri 60.000 rifugiati nei paesi vicini.

Dobbiamo intervenire per evitare un ulteriore deterioramento della situazione alimentare ed una crisi alimentare e nutrizionali su vasta scala“, ha affermato José Graziano da Silva, Direttore Generale della FAO. “Parte della soluzione risiede nel migliorare l’accesso dei contadini e degli allevatori ai mercati locali, incoraggiare l’uso di prodotti locali e applicare buone pratiche di riduzione del rischio per rafforzare la loro capacità di resistenza alle emergenze”, ha poi aggiunto Graziano da Silva. La FAO insieme ai suoi partner lavora per fermare il meccanismo per cui si passa da una crisi all’altra “fornendo programmi di cash for work, cibo fattori produttivi agricoli e formazione a quei settori di popolazione che ne ha maggiore bisogno, oltre a pianificare interventi di più lungo periodo per proteggere e ricostituire i mezzi di sussistenza dei contadini e dei pastori“, ha detto il Direttore Generale della FAO.

Il Direttore Generale della FAO ha poi aggiunto che per il successo di questa strategia a doppio binario sarà fondamentale che la leadership degli interventi sia locale e regionale, sostenuta dal coordinamento dell’ONU. L’approccio del doppio binario punta a far sì che si dia una risposta immediata alla fame, mentre al tempo stesso si interviene per proteggere le attività ed i sistemi di sussistenza dei contadini e dei pastori e la loro capacità di risposta nel lungo periodo.
Se vogliamo evitare un altro disastro, la risposta umanitaria deve fondarsi e applicarsi su una scala che assicuri protezione di tutte le comunità vulnerabili prima che perdano i propri beni“, ha affermato Graziano da Silva. La risposta della FAO alla grave situazione del Sahel avviene all’interno di una strategia regionale già esistente ed attiva. Le organizzazioni umanitarie hanno già lanciato una “Strategia Regionale di preparazione e risposta alla crisi alimentare, nutrizionale e dei mezzi di sussistenza del Sahel” del Comitato permanente inter-agenzie (IASC), oltre alla Procedura d’Appello Unificata per il Ciad ed il Niger. La FAO lavora insieme al “Comitato Permanente intergovernativo per il controllo della siccità nel Sahel” (CILSS, l’acronimo in francese), al Network dei sistemi di allerta rapida sulla carestia (FEWSNET), al PAM e ai governi tramite valutazioni congiunte della sicurezza alimentare, della produzione agricola e dei mercati.


di Salvatore Verde

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