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Egitto: libero il medico che obbligò le detenute al test di verginità

By   /   13 marzo 2012  /   Commenti disabilitati

Qualche mese fa parlammo delle detenute obbligate a sottoporsi al test di verginità, la notizia suscitò scalpore e fu aperta un’indagine. Ora a distanza di un anno, dopo il processo che ha visto coinvolto il medico autore dei test, è resa pubblica la sentenza, assoluzione completa per il sanitario. Naturalmente la sentenza ha lasciato stupite tante persone, le prime sono le vittime.

Quando la vicenda fu divulgata dai media, suscitò sdegno e fece molto discutere, ora invece è la volta dell’assoluzione che lascia senza parole. Ricordiamo che la denuncia parti da Samira Ibrahim, una delle vittime del test, che alla lettura della sentenza della Corte è scoppiata in lacrime. C’è preoccupazione tra i cittadini che vedono in quest’assoluzione un preoccupante segnale d’impunità per la Giunta militare, al potere dalla cacciata dell’ex presidente Hosni Mubarack.

Hassina Hadj Sahraoui, vicedirettrice del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International, ha dichiarato che: “Ancora una volta, i militari egiziani hanno voltato le spalle alle donne che, come Samira Ibrahim, hanno mostrato un enorme coraggio sfidando le istituzioni militari del paese“. La vicedirettrice ha dichiarato che la sentenza di assoluzione del medico non è solo una “parodia della giustizia” ma è anche un’altra conferma di quanto sia necessario trasferire ai tribunali civili i casi di violazione dei diritti umani.

L’organizzazione Amnesty International, che si batte per i diritti umani, un anno fa aveva raccolto la denuncia delle donne che avevano riferito di essere state sottoposte a violenze fisiche e verbali, picchiate, sottoposte a scariche elettriche, obbligate a denudarsi mentre i soldati le fotografavano e infine costrette a subire un “test di verginità”, sotto la minaccia di essere incriminate per prostituzione. L’organizzazione per i diritti umani ha chiesto ai militari egiziani di rispettare la decisione presa nel dicembre 2011 che aveva proibito i test di verginità e di garantire giustizia e riparazione alle donne che vi erano state sottoposte.

Ma cosa ci si poteva aspettare da un tribunale militare che giudica un altro militare?

Il giudice si è difeso dicendo che il caso era debole e che lui non ha potuto giudicare altrimenti. Nonostante tutto, però, ci si aspettava un po’ di giustizia, invece adesso si torna persino a mettere in dubbio che i test siano avvenuti. Il Parlamento, naturalmente, non ha avuto nulla da eccepire, impegnato com’è a tentare di far cadere il governo Ganzouri e a mettere le mani sulla Costituente. Le donne, tuttavia, non si arrendono di certo.

Tanto per cominciare, hanno già indetto una manifestazione in solidarietà con Samira Ibrahim per il 16 marzo. La lotta per i diritti dell donne, però, sarà di certo lunghissima in questo clima.

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