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June , 2013
Tuesday
 

Un Sergente Maggiore americano questa notte, verso le 3:00 locali, è uscito dalla base, nel distretto di Panjwai (Kandahar), si è recato nel vicino villaggio di Najeeban, distante circa 500 metri dalla base, ed ha ucciso 16 persone, di cui  9 bambini.

Il Sergente Maggiore dopo aver fatto irruzione in 3 case e compiuto la strage di civili, alcuni bruciati ed altri (i bambini) freddati con un colpo secco al capo, è rientrato in caserma e si è consegnato. Ora è in carcere in Kandahar.

Non è stata rivelata l’identità dell’uomo, ma si sa che proviene dalla base di Lewis McChord, nello stato di Washington, ha 38 anni, sposato con 2 bambini, è stato per 3 volte impiegato in Iraq e questa era il suo primo impiego in Afghanistan.

Forse si è trattato di un folle gesto frutto dello stress psicologico cui i soldati americani sono sottoposti da anni, operando in zone di guerra dove in qualsiasi momento si può morire e dove si è visto morire tanti amici e commilitoni. O forse il gesto insensato e assurdo maturato sotto l’effetto della droga o dell’alcool.

Fatto sta che le reazioni che questo episodio ha provocato e provocherà saranno pesanti in tutti i sensi e renderanno ancora più deboli i già fragili rapporti con il governo del Presidente Hamid Karzai, con i Talebani, che aizzeranno la popolazione a rivoltarsi contro gli Americani e gli stranieri presenti in Afghanistan nella speranza di accelerare le operazioni di rientro delle truppe, già previste a partire dal 2014.

Ma soprattutto, questa strage di innocenti acuirà i rapporti con i colleghi militari e la popolazione Afgana, già a lungo deteriorati per via dei tanti incidenti dei drone che hanno causato la morte di numerosissimi civili.

Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha espresso al Presidente Karzai le sue condoglianze ma per il Presidente Afghano il massacro è “imperdonabile”.

Il Ministro della Difesa Americano, Leon Panetta, ha aperto un’inchiesta e l’Ambasciata USA in Kabul ha  lanciato un’allerta a tutti i cittadini Americani presenti nella provincia di Kandahar.    
  

di Vito Di Ventura

(marzo - 12 - 2012)

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