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L’Inter del futuro, simile a quella del passato

By   /   29 Febbraio 2012  /   Commenti disabilitati su L’Inter del futuro, simile a quella del passato

Si naviga a vista in casa nerazzurra, come in un passato che sta tornando attualissimo. C’era un’epoca in cui in via Durini si spendevano fior di quattrini per chiudere la stagione con una bacheca piena di delusioni. Rispetto ad allora qualcosa è cambiato: Moratti non ha più voglia di svenarsi per portare all’Inter campioni, veri o presunti. Diventa quindi ancor più difficile riemergere dalle attuali sabbie mobili. Con risorse limitate serve tanta competenza. Qualità non evidenziata nella recente finestra di mercato invernale. Servivano rinforzi per tentare una rimonta che sembrava ancora possibile. Sono arrivati un’infortunato (Guarin), un giovane di belle speranze (Juan) e un corpo estraneo (Palombo). È partito un titolare (Motta). Il bilancio parla chiaro: sconfitte e figuracce.

La gestione Ranieri ha indubbiamente delle lacune. Quell’insistere in maniera accanita su Cambiasso e Zanetti meriterebbe un trattato di piscologia. Perchè non provare a dare fiducia e continuità a Poli, sempre positivo e da valutare per il futuro?

Il tecnico romano è in bilico, ma non ancora spacciato. Moratti ha deciso di dargli un’altra possibilità, più per mancanza di alternative che per reale convinzione. Si arriverà a giugno e poi ognuno per la propria strada. C’è ancora una stagione da salvare, con un terzo posto lontano ma non impossibile e un quarto di finale di Champions League da conquistare. Spesso nello sport un’episodio può invertire l’andamento di un’intera stagione. Cambiare nuovamente guida tecnica non avrebbe fatto altro che rendere più complicata una situazione già complicata.

Sneijder è diventato un problema e in estate il suo prezzo potrebbe risentire di un’utilizzo limitato in queste ultime giornate. Ranocchia sta vivendo un’involuzione inaspettata. Pazzini sembra il degno erede di Egidio “sciagurato” Calloni. Non resta che attaccarsi agli eventi, continuando a sognare un Guardiola che mai sceglierebbe di guidare una società allo sbando e senza una minima progettualità, un Villas Boas che a giugno sarà disoccupato e ridimensionato, un Capello inviso alla piazza. Tre possibili allenatori, tre profili completamente diversi. L’Inter non sa ancora cosa vuole essere.


di Luca Paradiso

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