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NBA. Gli Awards di metà stagione

By   /   28 February 2012  /   Comments Off

La pausa per l’All-star game mi permette di tirare il fiato in questa regular season super-concentrata e di stilare una prima lista di quei premi individuali tanto cari ai colleghi d’oltreoceano.

MVP – miglior giocatore: Kevin Durant (Oklahoma City Thunder)
A mio modo di vedere, il miglior giocatore in assoluto di questa prima parte di stagione. E’ riuscito a trascinare i suoi Thunder al miglior record nella Western Conference (27 vinte e 7 perse), approfittando anche del declino di grandi squadre come Los Angeles Lakers e Dallas Mavericks.
Durant , con i suoi 27,9 punti a partita, è, inoltre, il secondo miglior marcatore assoluto della lega dietro al solo Kobe Bryant.
L’unico giocatore che, per rendimento personale e della propria franchigia, meriterebbe questo riconoscimento, al momento, è Lebron James che ha guidato i Miami Heat al miglior record a Est, dimostrandosi leader vero nel lungo periodo di assenza per infortunio di Dwayne Wade.

Best Six Man – miglior sesto uomo: James Harden (Oklahoma City Thunder)
Forse uno dei premi già scritti. La giovane guardia dei Thunder è riuscito sempre ad incidere in maniera positiva con un grande impatto dalla panchina in queste prime 34 partite di regular season. I numeri parlano chiaro: 16,8 punti (tirando con il 47% dal campo), 4,10 rimbalzi e 3,6 assist in poco più di 31 minuti di impiego.

Most Improved Player – giocatore più migliorato: Ryan Anderson (Orlando Magic)
L’ala tiratrice dei Magic ha messo in mostra notevoli miglioramenti rispetto alla passata stagione passando da 10,6 punti di media nel 2010-11 a 16,1 in questa stagione con 7,3 rimbalzi (5,5 nel 2010-11). Inoltre Anderson sta tenendo la percentuale più alta in carriera nel tiro da tre punti con un ottimo 43,4%.
Citazione particolare per Jeremy Lin che nelle ultime settimane di regular season è passato da essere un oggetto misterioso nella NBA a vero e proprio eroe di New York trascinando i Knicks a 9 vittorie nelle ultime 12 gare disputate viaggiando ad una media di 14,4 punti e 5,8 assist a partita. Se continuerà di questo passo il premio per il giocatore più migliorato non gli sfuggirà di certo.

Best Defensive Player – miglior difensore: Tony Allen (Memphis Grizzlies)
Uno dei migliori difensori puri sulla palla. Allen è uno di quei giocatori capaci di far impazzire i vari Kobe Bryant, Dwayne Wade e Carmelo Anthony grazie al suo grande atletismo e alla sua grande fisicità che gli permettono di difendere su giocatori anche di stazza superiore alla sua.

Best Rookie – miglior esordiente: Kyrie Irving (Cleveland Cavaliers)
Irving è riuscito nel difficile intento di far tornare il sorriso ai tifosi dei Cavs dopo la disastrosa passata stagione. Con i suoi 18,1 punti a partita (47% al tiro dal campo) è nettamente il miglior realizzatore tra i rookie ed è risultato anche essere decisivo in alcuni finali di gara tirati.

Best Coach – miglior allenatore: Doug Collins (Philadelphia 76ers)
Dopo la buona passata stagione (41 vinte e 41 perse) terminata con l’eliminazione al primo turno dei playoff per mano degli Heat, Collins è riuscito ad aiutare i Sixers nel loro processo di crescita. Quella di Philadelphia è la miglior difesa della NBA se si guardano i punti di media concessi all’avversario (87,5). Inoltre i Sixers sono al comando dell’Atlantic Division, con un record di 20 vittorie e 14 sconfitte, davanti a squadroni più blasonati come Boston Celtics e New York Knicks. Il tutto avendo a disposizione un roster dall’età media molto bassa e senza una vera e propria stella.

di Andrea Centenari
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