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I 2 militari del San Marco arrestati in India

By   /   27 Febbraio 2012  /   1 Comment

Le ultime notizie disponibili sono quelle apparse sui quotidiani Indiani e sono relative alla perizia balistica effettuata dal team congiunto, Italo-Indiano, di esperti sulla petroliera italiana “Erica Lexie”, comandata da Umberto Vitelli. Le indagini sono condotte dall’Ispettore Generale della Polizia Indiana, Ernakulam Range.

Il giornale indiano ”The Asian Age” ha pubblicato oggi i risultai della perizia balistica, da cui è emerso che i colpi sparati dalla petroliera italiana sono stati 24. “Il calcolo del numero dei proiettili e’ stato effettuato sulla base di quante pallottole sono rimaste in due mitragliatrici sequestrate, ovvero 22 e 18 e poiché in un caricatore ci sono 32 proiettili questo significa che in tutto sono stato sparati 24 proiettili, due dei quali potrebbero avere ucciso i due pescatori”.

A bordo della nave sono stati ritrovati: 2 mitragliatrici leggere “FNMini” di fabbricazione belga, 6 fucili d’assalto Beretta ( AR70/90), 18 pistole e 6 giubbetti anti-proiettili. Secondo la polizia i colpi che hanno ucciso i 2 pescatori possono essere partiti solo dalle mitragliatrici poiché sono le uniche armi che dispongono di un binocolo, indispensabile per riuscire a colpire con precisione uomini a quella distanza.

Ora si attendono i risultati dell’autopsia sui corpi dei 2 pescatori. Dopodiché, il quadro delle informazioni sarà completato e potranno essere elaborate delle teorie su come effettivamente si siano svolti i fatti.

Sui giornali Indiani sono stati resi noti anche i nomi degli altri militai Italiani del Battaglione San Marco che si trovavano a bordo. Si tratta di  Renato Volgina, Antonio Fontana, Alessandro Conte e Massimo Andronico.

Intanto, i due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, inizialmente condotti presso la “Central Industrial Security Force” dell’isola di Willingdon, sono stati trasferiti nel carcere di Neendakara in Kollam, in quanto il caso è stato registrato alla polizia costiera di Neendakara. I due militari sono stati formalmente accusati di omicidio, secondo la Sezione 302 del Codice Penale Indiano.

Il Ministro Indiano A.K. Antony, in visita ad una delle due famiglie vittime dell’incidente, in Kallam, ha dichiarato ai familiari che “sarà fatto di tutto per garantire la sicurezza delle coste e dei pescatori”.

Intanto sul web sorgono gruppi spontanei a favore del rilascio dei due militari prigionieri. Lo scopo è quello di fare leva sull’opinione pubblica, per una mobilitazione di massa, perché c’è il pericolo che, sopraffatti dalle nuove notizie, si possa “dimenticare” troppo presto e che anche questi nostri connazionali possano fare la fine di tanti altri che continuano a marcire nelle carceri di mezzo mondo senza che nessuno si occupi più di loro.

Infatti, nessun giornale titola a lettere cubitali, né se ne parla più dei due marinai della Marina Militare imprigionati in India, né tanto meno si organizzano fiaccolate in loro favore. Non vorrei azzardare la tesi “militare-non-fa-notizia“, mi piace pensare che trattandosi di  una questione diplomatica e giudiziaria molto complessa e “scottante”, che potrebbe avere risvolti  ben oltre il caso in argomento, e che pertanto si stia operando con cautela e, quindi, dando al caso un profilo “basso” per non esacerbare gli animi, da entrambi le parti.

di Vito Di Ventura

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1 Comment

  1. “…
    e che pertanto si stia operando con cautela e, quindi, dando al caso un profilo “basso” per non esacerbare gli animi, da entrambi le parti…”   esattamente così

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