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“Toxic Costa”, Greenpeace denuncia i rischi per l’ambiente

By   /   16 Febbraio 2012  /   Commenti disabilitati su “Toxic Costa”, Greenpeace denuncia i rischi per l’ambiente

Quante sostanze e quanti materiali pericolosi potrebbe riversare in mare il relitto della Costa Concordia? Che rischi corriamo se le operazioni di estrazione del carburante, o quelle di recupero del relitto, non andassero a buon fine? Sono queste le domande che Greenpeace si pone nel rapporto “Toxic Costa”, una sorta di inventario delle sostanze e dei materiali pericolosi ancora a bordo della nave Concordia.

Il report parte dall’elenco dei materiali e delle sostanze potenzialmente pericolose presenti a bordo della nave, fornito dall’armatore al Commissario delegato per l’emergenza naufragio della Costa Concordia. Pur apprezzando la trasparenza, leggendo l’inventario che è stato pubblicato dalla Protezione Civile lo scorso 27 gennaio, secondo Greenpeace qualcosa non torna. Oltre alla mancanza di una stima dei quantitativi di detergenti a bordo, alcune delle informazioni fornite sono superficiali. Ad esempio, l’uso di termini generici come “pitture e smalti” o “insetticida” non permette di effettuare stime apprezzabili dei rischi per l’ambiente.

Potrebbe trattarsi di sostanze relativamente innocue come di composti organoclorurati (cioè composti organici a base di cloro) pericolosi per l’ambiente. Molti composti organoclorurati sono persistenti e bioaccumulanti ovvero, una volta dispersi nell’ambiente, sono in grado di accumularsi in pesci e molluschi contaminando la catena alimentare fino all’uomo.

Più chari i rischi causati dall’ipoclorito di sodio, meglio noto come candeggina. La Costa Concordia ne trasportava, secondo l’armatore, una tonnellata. Questa sostanza, reagendo con gli acidi organici presenti in mare,può produrre sostanze pericolose come i trialometani: composti tossici per fegato e reni.

Tuttavia, non è ancora chiaro quali e quanti detergenti si trovassero a bordo della nave, così come troppo sommarie sono le informazioni sui complementi d’arredamento, come tendaggi, tappeti, tavoli ed elettrodomestici, che contengono pericolosi additivi chimici.

Secondo Greenpeace, “l’impatto ambientale che il relitto della Costa Concordia potrebbe causare non è di facile stima, anche se avere un quadro completo ed esaustivo di oggetti e sostanze presenti a bordo permetterebbe una più approfondita analisi del rischio. Per questo motivo la Protezione Civile dovrebbe pretendere dall’armatore tutte le informazioni necessarie”.

di Elisa Cassinelli

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