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Continuano le violenze in Siria, Deraa sotto attacco

By   /   16 febbraio 2012  /   Commenti disabilitati

Nessuna soluzione o svolta per la questione siriana. Le violenze continuano senza sosta e il numero delle vittime aumenta di giorno in giorno. Oggi le truppe di Assad hanno attaccato Deraa, al confine con la Giordania, la città in cui nel marzo 2011 è partita la rivolta contro il regime di Damasco.

Gli scontri tra esercito e disertori hanno fatto almeno quattro morti, mentre le truppe del presidente continuano a tenere sotto assedio la città divenuta il centro della contestazione, Homs, bombardata dal 4 febbraio e Hama.

Tutto questo avviene all’indomani dell’annuncio del governo siriano un referendum per il 26 febbraio su una bozza di costituzione che porrà fine al monopolio del partito Baath sul potere, un referendum a cui seguiranno elezioni parlamentari multi-partitiche.

Annuncio che non regge dal punto di vista della credibilità e che non cancellerebbe di fatto la sanguinosa repressione messa in atto dal regime di Assad. Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha dichiarato che “la leadership di Bashar al-Assad è totalmente screditata tanto in casa quanto all’estero” e che “è inconcepibile  la sua proposta fare un referendum su una nuova costituzione in un paese in guerra”.

Con una risoluzione approvata oggi dall’Eurocamera, l’Unione europea ha inoltre condannato la decisione di Russia e Cina di bloccare, nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la risoluzione sulla Siria e ha chiesto alla Russia, principale fornitore di armi del Governo siriano, di fermare i suoi rifornimenti di materiale bellico alla Siria. Più volte Mosca e Pechino hanno ribadito il proprio no alle risoluzioni dell’Onu contro il regime di Assad.

Inoltre, la risoluzione Ue chiede alla rappresentante della politica estera europea, Catherine Ashton, di fare tutto il possibile per assicurare l’adozione di una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, lavorando con Russia e Cina, e di aprire un dialogo con Turchia, Lega Araba e opposizione siriana sulle modalità di creazione di un corridoio umanitario ai confini al confine turco-siriano. Il testo infine suggerisce ai governi europei il richiamo di tutti gli ambasciatori accreditati in Siria ed il congelamento dei contatti diplomatici con gli ambasciatori siriani.

di Elisa Cassinelli

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