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Transmetropolitan Vol. 1

By   /   9 Febbraio 2012  /   4 Comments

La RW, nuova detentrice dei diritti della Dc Comics in Italia, ristampa Transmetropolitan, serie esauritissima nelle fumetterie italiane, questo è un ottimo biglietto da visita per la neonata casa editrice.

Il protagonista di questa serie si chiama Spider Jerusalem ed è un giornalista. Quello che caratterizza Spider è che non cerca notorietà e che deve dire sempre la verità nei suoi articoli, questa caratteristica lo porterà ad essere un personaggio molto scomodo.

Le avventure di Spider sono ambientate in un non meglio precisato futuro, un futuro fatto di droghe, perversione, cibi spazzatura e poca umanità, quindi direi che la previsione di Ellis (nel 1997) per certi aspetti è fin troppo simile alla realtà odierna.
La storia di Spider inizia con il nostro eroe in auto-esilio in montagna, ma un contratto con una casa editrice, per scrivere due libri, lo costringerà a ritornare nell’odiata città.

In città Spider riprenderà a scrivere per un giornale ed in breve tempo tornerà ad essere una star, in particolare, dopo aver scritto un articolo durante degli scontri tra polizia e transitori (umani che con la chirurgia estetica vogliono sembrare alieni) in un quartiere ghetto della città.
Tanti gli elementi interessanti presenti in questa serie.  Prima di tutto il protagonista, cinico, armato di ironia pungente oltre che di numerose pistole e fucili. Inoltre il suo spirito ribelle ed  anarchico, unito alla sua ricerca della verità a tutti i costi, lo rende una figura che unisce uno stile di vita da rock star ad una morale Kantiana.

La forte carica dissacratoria dello sceneggiatore Warren Ellis che ridicolizza, in questo primo volume, prima la televisione e poi la religione rendono il fumetto interessante e divertente allo stesso tempo. Ad un certo punto del fumetto si può leggere la geniale  pubblicità delle scarpe Air Jesus, ovvero le scarpe sportive che camminano sull’acqua e che sulla mascherina oltre ad una croce riportano scritto I.N.R.I. come sul crocifisso del monte Golgota.

La società futura descritta in questa serie da Warren Ellis è tristemente vicina a quella attuale, fatta di consumismo sfrenato, poca moralità e dove viene organizzata una convention per tutto, anche per la religione.
Il creatore di Transmetropolitan è Warren Ellis, autore di cult della scena britannica, nato fumettisticamente  sulle riviste Indy come Blast!,durante il suo percorso di scrittore si è cimentato anche su personaggi di culto come  Judge Dredd e Dr. Who, ma il salto di qualità è stata la collaborazione con la Marvel su serie come Hellstorm e Doom 2099.
In tempi recenti, dopo Transmetropolitan c’è stato il grandissimo successo su The Authority per la Wildstorm che è stato il capostipite di un nuovo filone di supereroi caratterizzati dalla cinicità e brutalità degli atteggiamenti.

I disegni sono opera di Darick Robertson, anche lui Inglese e anche lui amante dei fumetti dalle tematiche “Borderline”. Tra le serie da lui disegnate c’è infatti lo scandaloso e divertente The Boys.
Ovviamente essendo questa serie del 1997 il tratto e lo stile dell’epoca è differente da quello odierno, ma questo serve anche per percepire l’evoluzione grafica di questo grande disegnatore ormai diventato di culto.
Spiccano per i dettagli e la bellezza le copertine di Geof Darrow autore di illustrazioni e fumetti dallo stile unico caratterizzato da una cura maniacale per i dettagli.

Parliamo del lavoro svolto dalla RW su questo volume. Onestamente dopo gli orrori della Planeta speravo in qualcosa di perfetto; purtroppo non è così.
Sfogliando il volume ci sono almeno tre refusi, delle lettere mancanti, probabilmente un problema di lettering.
Il formato è stranamente più piccolo dello standard degli albi classici USA, basta metterlo vicino ad un volume di qualsiasi altro editore per notare la differenza.
La copertina presenta delle belle alette laterali con il riassunto della trama e le biografie degli autori. Sia la carta del volume che la copertina sono molto leggere e rendono il volume leggermente troppo morbido, più simile ad un settimanale da edicola che non ad un volume da fumetteria che costa ben 13,95 euro.
L’editoriale a fine volume mi sembra abbastanza ripetitivo e poco incisivo, nel trade paperback ci sono dei passaggi interessanti e degni di un’analisi approfondita che invece non è stata fatta. Al contrario si è scelto di dare spazio ad una inutile crono-storia del 1997 (anno di pubblicazione dell’opera).

Concludendo un bel volume ed una serie meritevole di essere letta sia per le tematiche trattate che per gli autori coinvolti.

Transmetropolitan vol.1, RW edizioni, brossurato, pag.144. A colori, euro 13,95

Di Ruffino Renato Umberto

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4 Comments

  1. Renato Umberto ha detto:

    Ti ringrazio per la precisazione.
    A presto.
    Renato

  2. Riccardo Corbò ha detto:

    Ah, sulle alette posso anche concordare. In effetti a sapere che c’era la bio anche là, ovviamente avrei scritto il mio pezzo in maniera diversa. Non sono folle fino a questo punto. Io sapevo che dovevo scrivere la postfazione e quello ho fatto. Però posso sempre prendermi la colpa, perché avrei potuto informarmi con precisione.

    Non so se la scelta sarà apprezzata. Potrebbe anche far schifo a tutti, come non è piaciuta a te. Semplicemente volevo far capire (ma nel tuo caso ho fallito in pieno) che il mondo folle di Ellis non esce da una scatola vuota, sigillata fino a quel momento. La tecnologia deviata che mostra, i politici assurdi e perversi, i fatti che narra, i comportamenti delle persone nelle sue storie, gli arrivano come ispirazione primaria, conscia o inconscia, dal mondo in cui vive. Mondo formato da personaggi, attori, santi, peccatori, presidenti, tecnocrati. Contestualizzare la vera follia in cui viveva Ellis all’epoca della scrittura delle storie, mi pare l’approfondimento primario, da cui partire.Ma poi posso averlo fatto lo stesso a cazzo di cane, nonostante le intenzioni, è una cosa possibile.Quindi non contesto la tua critica. Era solo per specificare la scelta.

  3. Renato Umberto ha detto:

    Ho trovato ripetitivo il fatto che le Bio. degli autori vengano ripetute sia nelle Alette laterali della copertina che nell’editoriale togliendo spazio, magari ad altro.

    Il fatto di leggere che nel 1997 muore tizio e mure caio chi di morte violenta chi per sfiga naturale onestamente non mi sembra un’info vitale per leggere questo fumetto. Oppure che i Pokemon nel 1997 furono la caua di crisi epilettiche o che la salma di Che Guevara viene restituita a Cuba.

    Magari la tua scelta d’impostare così l’editoriale verrà apprezzata da molti, ma onestamente a me non è piaciuta.

    Ciao
    Renato Umberto

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