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Mali, Unhcr: circa 20 mila persone fuggite dalle violenze

By   /   7 Febbraio 2012  /   Commenti disabilitati su Mali, Unhcr: circa 20 mila persone fuggite dalle violenze

Secondo quanto riferisce l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) circa 20.000 persone sono fuggite dal Mali a causa dei combattimenti nel nord del paese, soprattutto verso Niger, Burkina Faso e Mauritania. In Mali, gli scontri tra il movimento di liberazione Touarge MNLA (Mouvement National de Liberation de l’Azawad) e le forze governative sono ripresi lo scorso 17 gennaio, violando un accordo del 2009 che aveva ufficialmente posto fine alla ribellione Tuareg.

Proviene dal Mali la maggior parte dei nuovi arrivati in Niger. Alcuni di loro si sono accampati molto vicino alla frontiera. Molti dormono all’aperto e hanno limitato accesso ad alloggi, acqua potabile, assistenza medica e cibo. Si sono insediati principalmente nei villaggi dei distretti di Tillaberery, Ouallam, e Bilingue, nel nord del paese. Il solo Sinegodar – un villaggio nel distretto di Tillabery – ospita oltre 5.500 maliani e può contare su un solo punto di raccolta dell’acqua che deve servire l’intera popolazione locale e quella dei rifugiati.

Sono invece 3.000 i Tuareg maliani arrivati in Burkina Faso – comunica l’ufficio Unhcr nella capitale Ouagadougou – a seguito degli attacchi alle loro abitazioni e attività commerciali avvenuti la scorsa settimana nella capitale maliana Bamako e nella vicina città di Kati. Altri nuovi arrivi sono stati registrati nel nord-ovest del paese, soprattutto vicino Djibo, nella provincia di Soum.

Nel villaggio di Fassala, in Mauritania, nella regione di Hodh el Chargi, a 3 chilometri dalla frontiera col Mali, dal 25 gennaio sono arrivate oltre 9.000 persone. Si tratta principalmente di maliani di etnia Tuareg provenienti dalla regione di Léré, dall’altra parte del confine, che sono fuggiti dai combattimenti tra forze governative e ribelli Tuareg combattenti, nel timore di subire ritorsioni da parte delle truppe dell’esercito.

Di Elisa Cassinelli

Foto: Asca

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