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L’Italia… paese di furbi

By   /   7 febbraio 2012  /   14 Comments

Noi italiani non cambieremo mai, siamo pronti a sparare a zero su tutti, spesso senza conoscere i fatti! L’ultima polemica, nata a causa del maltempo di questi giorni, è nata sull’intervento dell’Esercito nelle zone più colpite. Ma andiamo ai fatti.

Tutto nasce dai sindaci alle prese con l’emergenza neve, chiedono e ottengono l’aiuto dei militari dell’Esercito, fin qui nessun problema! Però i nostri amministratori scoprono che gli uomini dell’Esercito hanno un costo. E allora, qual è il problema?

Se non vado errata, chi vuole mi potrà smentire, la protezione civile, le associazione di volontariato, hanno contributi statali e non solo, ogni singola sezione comunale ha contributi regionali, provinciali e comunali, o sbaglio?

Tornando al caso scoppiato stamattina, insomma gli amministratori scoprono che la presenza degli uomini e mezzi dell’Esercito ha un costo, dieci spalatori, soldati con una pala in mano, costano al giorno 700 euro.

A far scoppiare il caso è il Presidente della Provincia di Pesaro Urbino, Matteo Ricci, che ha dichiarato: “Non voglio fare polemiche, in un momento così drammatico le istituzioni devono collaborare e non polemizzare, ma non mi sembra giusto che lo Stato faccia pagare i Comuni in un frangente simile, quando raggiungere o non raggiungere un’abitazione, un borgo sepolto dalla neve è spesso questione di vita o di morte per anziani, malati, bambini. I Comuni e le Province sono già strozzati dal Patto di stabilità, stanno spendendo milioni di euro, che non hanno, per mettere in campo spazzaneve, pale meccaniche, servizi di prima necessità, e devono pagarsi pure l’Esercito…”.

E chi dovrebbe pagare? Oppure i soldati non hanno un costo?

Vorrei fare alcune riflessioni. Premesso che ritengo giusto che chi lavora venga pagato, analizziamo la situazione. Sono certa che i Vigili del Fuoco, il personale dell’Enel, il personale della Protezione Civile, chiunque sia impegnato in questi giorni nei luoghi più colpiti dal maltempo venga retribuito. Allora mi chiedo: perché i soldati no?

Forse sarebbe opportuno spiegare ai nostri lettori che ogni movimento della protezione civile, così come altre associazioni di volontariato, usufruisce di un contributo o “rimborso spese” che, senza entrare nel merito di come viene calcolato, in ogni caso è comunque denaro!

Cari presidenti di regioni e sindaci perché non dite quanto vi costa, anzi, scusate, quanto ci costa a noi contribuenti, avere un “volontario” della protezione civile davanti alle scuole ogni mattina? O quanto ci costano i loro mezzi di trasporto? E vogliamo parlare di volontari che pur avendo un posto di lavoro, svolgono il volontariato con un contributo mensile che spesso si avvicina ad uno stipendio…. allora prima di sparare sul costo dell’Esercito, andiamo a vedere i costi dei volontari!

Ancora una volta riaffiora la mentalità retrograda e faziosa di qualche decennio fa, quando si pensava che il soldato fosse a costo “zero”… tanto dalla mattina alla sera bighellona in caserma.

Oggi le Forze Armate sono fatte di volontari professionisti, basta leggere le cronache relative alle missioni fuori area, e, pertanto, come per tutti i professionisti, la loro opera ha un costo. I mezzi non si muovono senza gasolio, gli equipaggiamenti hanno un costo e si usurano, i soldati mangiano come tutti gli esseri umani…e allora,  perché è scandaloso pagarli?

Forse il dott.  Ricci intendeva che a pagarli fosse lo Stato. Ma dov’è la differenza? O forse per Ricci esiste ancora “pantalone”?

di Armida Tondo

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  • barbarafragon

    Mi chiamo Barbara sono entrata nella protezione civile come volontaria perché ho la possibilità di non fare nemmeno quelle 100 ore di volontariato obbligatorie annue (non faccio niente) però ho il diritto di farmi 30 giorni di ferie in più al “anno retribuite perché sono volontaria della protezione civile . In parole povere faccio 60 giorni di ferie al “anno è non faccio nulla !
    Vivere in Italia è bello è il paese dei furbi privilegiati e degli onesti inchiappettati !

  • Anonimo

    La quantificazione deli oneri derivanti dalla concessione di un concorso a titolo oneroso, prevede la valutazione di numerosi paramentri, legati non solo all’impiego del personale, ma anche ai materiali utilizzati (gasolio e manutenzione dei mezzi, quote calcolate sulla potenziale usura di strumenti e indumenti da lavoro, etc.).
    In merito ai costi direttamente riconducibili al personale, questi possono essere connessi all’impiego fuori dall’orario di servizio (oltre le otto ore giornaliere) o all’impiego “fuori sede” (significa non fuori dalla caserma, bensì nei casi di impieogo in località situate oltre 10 kilomentri dal comune presso il quale insiste la caserma e per un periodo di tempo superiore alle 4 ore, come da previsione normativa non solo per i militari ma per ogni dipendente dello Stato).
    In conclusione, per rispondere alla domanda, le indennità che obbligatoriamente devono essere corrisposte al personale, sono quelle derivanti dall’impiego fuori sede ed eventualmente nei giorni festivi dal recupero della festività stessa. Le indennità per lavoro straordinario possono essere monetizzate oppure dare luogo ad altrettante ore di “recupero compensativo”, ovvero una sorta di licenza che tuttavia priva l’organismo militare che ha concesso il concorso della disponibilità di tale personale.
    Il beneficiario del concorso deve effettuare un versamento in Tesoreria che darà, in linea di massima, luogo alla riassegnazione dei fondi al bilancio del Ministero della Difesa.
    Ovviamente quanto sopra NON avviene nei casi di pubblica calamità, dove l’Esercito interviene come le altre Forze Armate in seguito a delibera del Consiglio dei Ministri e non su richiesta diretta del Sindaco di un Comune.

  • Devid Fontana

    solo un precisazione.. io sono volontario di protezione civile da 17 anni, ho pure fondato, con altri amici, una pubblica assistenza in provincia di Belluno e vi garantisco che per legge un volontario di protezione civile non viene pagato… io in 17 anni non mi sono messo in tasca nemmeno 5 centesimi!!
    In secondo luogo vorrei capire e chi vanno i soldi pagati per i militari.. non credo vengano pagati di piu se vano a spalare la neva ma credo che quei soldi finiscano al ministero della difesa….

  • Fernanda Grioli

    ti illumino io….come ben sai anke l’esercito ha subito dei forti tagli…e su questo siamo d’accordo…allora…la benzina nei mezzi cingolati unici al mondo che riescono a camminare sulla neve e che consumano circa un litro x ogni 5 km gliela metti tu?o la devono pagare di tasca i soldati?ti ricordo che i soldati sono gente umile come a noi che stanno li x amore di avere un pezzo di pane a fine mese x sfamare famiglie come tutti quelli che lavorano!e spesso e volentieri li prendiamo a pesci in faccia perchè ancora pensiamo alla vecchia leva in cui il soldato generico medio essendo “obbligato” nn faceva un cavolo dalla mattina alla sera!!!i tempi sono cambiati!visto che si pensa tnt male dell’esercito non è un male che chiedano i soldi x lavorare!alla fine come scritto nell’articolo anke loro hanno delle spese sn esseri umani e devono mangiare e riposare come tutti!

  • diciamo che quello che leggo è vergognoso…si è vero i militari vengono pagati dallo stato…ma caro roberto il loro stipendio è una miseria e nn arrivano a fine mese…devono anche spendere soldi di tasca loro x mangiare???? e ai loro figli e mogli gli dai da mangiare tu??…..eventualmente fammi sapere che ti do le coordinate bancarie di ogni singolo militare che vive a 1400 km lontano da casa con un affitto minimo di 600 euro al mese …distinti saluti…

  • anche tu come libero cittadino Italiano sei servitore della Patria, il mio tricolore non è forse uguale al tuo?
    oltre all’esercito , come mai tutti i dipendenti o liberi professionisti che non hanno lavorato(es. scuole chiuse etc) non sono scesi in strada a dire : “dateci le pale in mano che ci pensiamo noi?”
    il Sig. Zanforlin qui di seguito in poche parole ha riassunto tutto.
    il Soldato percepisce uno stipendio per 36 ore di lavoro settimanali, il soldato è ben lieto di rendersi utile per chi ha bisogno , se spalando neve tutto il giorno salva una persona non pensa ai soldi in + ma si sente UOMO per ciò che ha fatto, ciò non toglie che economicamente è giusto pagarlo per quanto ha lavorato.
    ciò che trascurate è anche il fatto che il soldato, è vero si che, percepisce lo straordinario ma risponde COMANDI prende la sua roba e parte dove il capo dice…….non per ultimo ricordo a tutti che il soldato a casa ha moglie e figli che lo aspettano non sono solo ragazzini 18enni senza peli in faccia e senza “pensieri”.
    scusate se sono stato prolisso, accetto la critica ma non l’accusa dettata a volte da “antiche credenze o dicerie” sull’esercito e i suoi UOMINI.
    un cordiale saluto a tutti

  • volevo ovviamente scrivere <>

  • paragonare il soldato ad un dipendente di una fabbrica è pericoloso. In ambito militare, i missionari lavorano così. E’ giusto che le ore extra vengano riconosciute nella busta paga a fine mese.

     
    Il lavorare fuori sede un po’ meno…
     MI sembra un po’ ridicolo che un soldato, perché va fuori dalla caserma per qualche giorno, debba essere pagato di più SOLO per questo motivo. 
    Non considero l’arruolamento un forma di impiego qualunque. E’ speciale (ti fanno lo sconto al cinema anche per questo), talvolta in senso negativo.

    E in ogni caso, sarebbe stato carino che questo problema fosse emerso DOPO che la crisi si fosse stata scongiurata. Non penso che le istituzioni tutte (lo Stato in primis) abbiano fatto una bella figura…

  •  I militari percepiscono il loro stipendio, VERO ma in casi come questi sono chiamati ad operare fuori dalle loro sedi di appartenenza ed a lavorare in orario fuori servizio, quindi, di conseguenza queste prestazioni sono prestazioni straordinarie che vanno oltre il servizio ordinario e quindi di conseguenza deve essere retribuito. Questo accade per ogni ente e per ogni lavoratore. Anche chi lavora in fabbrica se va fuori sede e svolge straordinari viene retribuito di più..

  • Anonimo

    Articolo interessante. Tuttavia, per evidenziare quanto la polemica dei giorni scorsi fosse sterile ed “atecnica”, sarebbe sufficiente ricordare che i Comuni, per tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi, sono tenuti a garantire la prima risposta, preferibilmente attraverso l’attivazione di un Centro Operativo Comunale (C.O.C.), il cui primo responsabile è il Sindaco del Comune stesso. Lo stato di emergenza che determina l’avvio delle attività di protezione civile (condotte dalle strutture operative nazionali, tra le quali le Forze Armate) avviene per delibera del Consiglio dei Ministri. Nelle more di tale delibera, se un Comune o la stessa Provincia, richiede l’intevento direttamente ad un organismo militare, lo fa con propria decisione che ricade nella sfera dei “Concorsi militari in tempo di pace, concessi ad organismi esterni alla Difesa”, attività che DEVE essere assoggettata a veramento presso la Tesoreria dello Stato degli oneri relativi al concorso, pena la responsabilità giuridica, amministrativa e contablie di chi concede il concorso.

  • info

    Non capisco una cosa ! Ma perche’, quando non c’e’ la neve non riscuotono ?! Voglio dire, questi militari avranno un loro stipendio, o no ?! Non vedo perche’ in questi casi d’emergenza il comune debba pagare ! Certo che il militare non lo deve fare gratis, e chi lo ha detto questo ?! Lo fa’ svolgendo la sua attivita’ di servitore della patria ! Non ci vedrei nulla di male !

  • Il presidente della regione Ricci ha velatamente attaccato lo Stato, non l’EI. Si lamentava del fatto che lo STATO facesse pagare ai comuni direttamente, in una evidente situazione di emergenza nazionale dove, per quanto sano possa essere il bilancio di un comune, è evidente che possa risultare insufficienze per far fronte a questa situazione.

    Detto ciò, trovo sbagliato pagare i soldati per questa attività “extra”.
    Mi spiego. Per come la vedo io, Esercito, Vigili del fuoco, protezione civile, ecc. sono enti (forze armate in qualche caso) il cui scopo (quando c’è, vedi Rangers) è SERVIRE il Paese, la comunità. Non credo che un vigile del fuoco riceva un rimborso spese ogni volta che va a spegnere un incendio. O che un poliziotto riceva un bonus per ogni arresto/multa che esegue. 
    Sono atti che, per quanto rischiosi o talvolta incredibili, rientrano nel mestiere che i signori si sono scelti. E nel caso dell’Esercito, giacché non vedo uno scopo preciso quando non siamo in guerra, sarebbe utile e corretto impiegarlo in ogni situazione che, con i suoi mezzi e la sua preparazione, possa contribuire a risolvere. Ne gioverebbe anche la sua immagine, oltre che ovviamente i conti dello stato (perché si mantengono caserme e attrezzature se non le si impiega quando serve?).

    Altro discorso è il “costo” dell’Esercito. Per quello, non credo che sia il comune che ha bisogno degli spalatori a doverlo pagare, né la provincia. Credo sia lo stato (col ministro della difesa) a dover stanziare i fondi, anche straordinari, per far fronte alle spese. Salva ovviamente la possibilità di chiedere un contributo a ciascuna regione.

  • prima di tutto i militari non sono animali ma esseri umani come tutti gli altri, mangiano, bevono, dormono, hanno una famiglia, dei figli e hanno le stesse capacità di agire e e le stesse capacità giuridiche che ha lei.. seconda cosa non dica “facciamogli spalare anche la neve” perché anche lei, in qualità di cittadino italiano, dovrebbe farlo, invece di parlare a vanvera e dire agli altri cosa fare o non fare!! Qui perviene il senso del dovere, quindi prenda una pala e inizi a spalare.!!!!

  • Anonimo

    Certo è che da quando si è ottenuto di non doverli più pagare, le richieste per avere soldati spalaneve fioccano … dove ne bastano 5 … beh chiediamone dieci o quindici … non si sa mai! Prima essendo una risorsa il cui costo andava opportunamente calcolato, come tutte le risorse venivano impiegate con oculatezza. Ma tanto il soldato è a costo zero … 
    … ed allora facciamogli spalare anche la neve sul marciapiede di casa … così non si corre il rischio di una multa … ah no, questo succede a Milano (la multa!)

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