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La neve, fino a Tripoli

By   /   6 Febbraio 2012  /   Commenti disabilitati su La neve, fino a Tripoli

Fa freddo. E’ il tempo suo ed è giusto che sia così. Forse, ma non ci siamo tanto abituati a questo clima, al naso freddo, ghiacciato, ad evitare di uscire per evitare di congelarci le mani. Non siamo abituati a vedere Roma coperta di neve, paralizzata per ore (dal traffico sì, dalla neve no), l’Italia intera, dal nord alla Calabria, a Messina e addirittura Tripoli, capitale della Libia (e sul mare) con la sabbia  che arriva dal vicinissimo deserto sahariano, non più polverosa, ma dall’aria candida e pulita. Pulita, come dopo un lavaggio in lavatrice. Come se si fosse cercato di smacchiare un capo da una macchia che ne deturpa la bellezza.

Per la prima volta nella storia di questa millenaria città il clima è intervenuto a “smacchiare” la capitale libica dagli orrori di cui è stata un’involontaria spettatrice. Uno spettacolo, quello della sua recente storia cui nessuno avrebbe voluto assistere, cui però abbiamo assistito a lungo senza intervenire per mesi, lasciando che i morti diventassero migliaia.

Il sangue versato da coloro che volevano ribellarsi al regime autoritario e tiranno del colonnello Gheddafi che per oltre quarant’anni ha paralizzato i suoi connazionali, nascosto non più sotto la sabbia, ma sotto una abbondante nevicata, come a voler purificare questa città dinnanzi agli occhi del mondo, perché del mondo fa parte e la sua bellezza merita il giusto posto al centro del Mediterraneo, come fortemente vollero all’epoca gli antichi romani. Una bellezza che ha pochi rivali e che finalmente, si spera, sarà messa a disposizione del turismo mondiale.

Una Tripoli bianca, pronta a rinascere, perché dopo la neve, da quel terreno, teatro di morte,  potrebbero nascere delle margherite.

Alga Madìa

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