La giornata di ieri per i siriani è stata un massacro, i morti sono almeno 260 e non si contano i feriti, a ordinare di bombardare la città di Homs, la roccaforte della protesta anti Assad, è stato lo stesso presidente.
Assad ha ordinato all’esercito di attaccare, questo è stato riferito dagli attivisti antigovernativi, naturalmente smentiti dal regime, lanciando così una pesante offensiva, bombardando più zone della città con artiglieria e mortai, facendo una strage di donne bambini e uomini. Gli antigovernativi che sostengono la protesta, hanno comunicato i numeri dei morti, che sono al momento 260, migliaia invece i feriti. La televisione panaraba al Arabiya, ha parlato di ben 337 persone uccise e oltre 1.300 quelle ferite.
L’offensiva sarebbe iniziata intorno alle otto di sera, preso di mira soprattutto il quartiere di Khalidiya, dove si sono contate oltre 130 vittime. Secondo i testimoni, almeno 26 abitazioni sarebbero state rase al suolo, con le famiglie al loro interno. I corpi sono ammassati in due moschee della zona. Il regime naturalmente smentisce, anzi in un comunicato, nega responsabilità nell’attacco, dichiarando: “Smentiamo la notizia del bombardamento da parte dell’esercito di diversi quartieri di Homs, divulgata dalle emittenti televisive che incitano alla violenza”.
Dura la condanna dei ministri dell’Unione Europea, il primo a rilasciare una dichiarazione è stato il ministro degli Esteri francese, Alain Juppè che ha detto: “Bombardando Homs, Damasco ha compiuto un atto gravissimo, compiendo un altro passo verso la barbarie e chi ostacola la risoluzione al Consiglio di Sicurezza Onu sulla Siria si assumerà responsabilità storiche. Questa violenza senza freni sottolinea l’urgenza che il Consiglio di sicurezza esca dal suo silenzio per denunciare gli autori di questo crimine e apra la strada all’applicazione del piano politico della Lega araba”. Ricordiamo che la risoluzione prevede l’allontanamento di Assad prima dell’avvio di negoziati con l’opposizione.
Sono passati undici mesi dall’inizio della sanguinosa repressione e che sino a oggi ha causato 6.000 morti.
Rami Abdul-Rahman, capo dell’Osservatorio siriano per i diritti dell’uomo,ha condannato l’utilizzo della violenza: “E’ il peggior attacco dall’inizio della protesta, lo scorso marzo un massacro terrificante”, chiamando in causa anche la Russia, chiedendogli ufficialmente di condannare il regime.
Era stato preventivato che la Russia e la Cina ponessero il veto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla bozza di risoluzione che prevedeva la condanna dei massacri in Siria e che chiedeva al presidente Bashar el Assad di cedere il potere. A favore della risoluzione hanno votato 13 su 15 Paesi dell’organo esecutivo del Palazzo di Vetro, ma l’opposizione del veto da parte di Mosca e Pechino ha bloccato tutto.
Russia e Cina avevano già posto il veto, un evento piuttosto raro negli ultimi anni, contro una precedente risoluzione sulla Siria lo scorso 5 ottobre. Il documento proposto dai Paesi europei riprendeva il testo della Lega Araba che prevedeva il passaggio di consegne da Assad ad un suo vice, la formazione di un governo di unità nazionale, elezioni anticipate per consentire la transizione democratica.
L’atteggiamento delle due potenze ha fatto inasprire i rapporti con gli Stati Uniti, il segretario di stato Hillary Clinton, parlando a Monaco di Baviera, alla conferenza sulla Sicurezza, ha fatto dichiarato alla stampa: “Speravamo ci potesse essere una strada anche all’ultimo momento per annullare le differenze con la Russia, non è stato possibile collaborare costruttivamente con Mosca per definire un testo condiviso da far votare al Consiglio di Sicurezza”.
Lo stesso Ban Ki Moon, ha ammesso, tramite il portavoce Martin Nesirky: “Il veto opposto da Russia e Cina al Consiglio di Sicurezza sulla risoluzione contro il regime siriano di Bashar el Assad, mina il ruolo delle Nazioni Unite e della comunità internazionale in questo periodo in cui le autorità, di Damasco, debbono udire una voce unita chiedere l’immediata cessazione delle sue violenze contro il popolo siriano“.
Mentre Amnesty International in un comunicato ha fatto sapere: “La decisione di Russia e Cina di porre il veto nei confronti di una debole risoluzione del Consiglio di sicurezza sulla Siria è un vile e sconcertante tradimento nei confronti della popolazione siriana. Russia e Cina, hanno fatto un uso del tutto irresponsabile del diritto di veto. E’ incredibile che abbiano bloccato l’approvazione di un testo che già era molto debole. Dopo una notte in cui il mondo intero ha assistito alla sofferenza della popolazione di Homs, si è trattato di una decisione veramente scioccante. Ad eccezione di una dichiarazione presidenziale di condanna delle violazioni dei diritti umani, risalente all’agosto scorso, il Consiglio di sicurezza non ha intrapreso azioni da quando, nel marzo del 2011, e’ iniziata la rivolta. Amnesty International continuerà a chiedere ai membri del Consiglio di sicurezza di deferire la situazione della Siria alla Corte penale internazionale, di imporre un embargo totale sulle armi dirette verso quel paese e di congelare i beni patrimoniali del presidente Bashar al-Assad e delle altre principali autorità siriane”.




