Rispondendo alle domande dei giornalisti che viaggiano al suo seguito, il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Leon Panetta, ha dichiarato che gli Stati Uniti e la NATO stanno cercando di verificare se sarà possibile richiamare in Patria le forze combattenti e lasciare sul campo solo quelle destinate a fornire un’assistenza tecnica e addestrativa alle forze di sicurezza Afghane.
“Se tutto va bene per metà del prossimo anno, 2013, saremo in grado di attuare la transizione dal ruolo combattente a quello di addestratori, consulenti e assistenti”. Tuttavia, per Leon Panetta, le forze Afghane, anche se sono cresciute in numero e capacità, non sono ancora in grado di fare a meno del supporto di fuoco aereo, del trasporto delle truppe, del rifornimento e degli aiuti sanitari forniti dagli Stati Uniti.
Il 2014 è il termine fissato per il ritiro delle forze della NATO e Statunitensi ovvero con la fine “ufficiale” delle operazioni militari. Ma il Capo del Pentagono si è anche affrettato ad aggiungere che le truppe Americane resteranno nel Paese per un tempo indeterminato, per condurre azioni di controterrorismo e per continuare a sostenere le forze di sicurezza afghane. “Siamo impegnati a continuare la nostra presenza lì”.
Tuttavia, le sue dichiarazioni sono un segno della volontà degli USA e degli Alleati di accelerare il processo di rientro delle truppe. Rientro che il Presidente Francese, Nicolas Sarkozy, ha paventato all’annuncio dell’uccisione di 4 soldati francesi da parte di un soldato afghano. “Se le condizioni di sicurezza non saranno chiaramente ristabilite, valuteremo un ritorno anticipato dell’Esercito Francese”. L’incidente, avvenuto lo scorso 20 gennaio, ha fatto salire il numero totale di Francesi morti in Afghanistan a 82, ma non ha provocato reazioni simili in altri Paesi della NATO.
Stando le attuali difficoltà politiche e finanziarie dei Paesi Europei, per rimanere sostenibile lo sforzo in Afghanistan sarà necessario rivedere in termini riduttivi il numero delle forze di sicurezza afghane. In questo quadro, infatti, ha ancora senso aumentare il numero delle forze di sicurezza nazionale afghane dalle attuali 310 mila unità ai 350 mila previsti?
E’ pur vero che l’incremento delle dimensioni delle forze di sicurezza afghane è sempre stato una punto fondamentale della strategia della NATO per consentire un ritiro graduale e la cessione delle responsabilità. Ma la crisi economica e i tagli alle spese dovrebbero far riconsiderare se ancora è possibile per la NATO sostenere le spese di un così ampio numero di forze afghane e per quanto tempo ancora.
di Vito Di Ventura




